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2 giorni al Gianetti

Fvh fvh
Dente della vecchia

Arrivano 2 giorni di ferie da collegare alla domenica, finalmente c’è tempo di realizzare qualcosa che mi piacerebbe fare da tanto, lo Spigolo Vinci. Purtroppo le cose non andranno come dovevano, le temperature si abbassano tantissimo e unite a un gelido vento da nord ci faranno rinunciare ancora prima dell’attacco.
Saliamo al rifugio la domenica mattina sotto un cielo coperto e sopra un sentiero in molti punti allagato, la settimana è stata piovosa e c’è acqua ovunque. Il sentiero per il Gianetti è interminabile, vario e bello, lo zaino sulle spalle si fa sentire, ma sono contenta che nonostante negli ultimi mesi abbia camminato pochissimo riesco a salire senza troppa fatica. In 3 ore circa arriviamo al rifugio, salutiamo Mimmo e ci facciamo preparare due bei panini.

Dopo pranzo pensiamo un po’ a cosa fare… guardo il Dente della Vecchia e non ho nessuna voglia di fare ancora quei 300 metri di dislivello per arrivare alla base. Un ragazzo ci consiglia di andare alla Torre del Leone, modesta struttura rocciosa sotto la verticale dello Spigolo Vinci, all’altezza del rifugio. C’è una sola via su questa parete, Fvh Fvh, guardiamo la relazione sulla guida e decidiamo di andare. La relazione dice di portare solo rinvii, la via è spittata, max 6a. Parte Andrea sul primo tiro, su bel granito lavorato. Lo raggiungo e parto per il secondo tiro, il chiave. Mi impegna mentalmente non poco! Un passo in placca decisamente ostico, poi salgo ancora, poi una fessura che sarebbe proteggibile, e lo spit parecchio sopra. Guardo quello sotto…. mamma mia quanto è sotto!! Ho paura… vorrei un friend, ci starebbe benissimo un giallo, e non ce l’ho. Provo un po’ di volte, poi cerco di tornare giù, e mentre cerco verso il basso mi accorgo che se mi sposto poco a sinistra e abbandono la fessura poi ci arrivo. Tento il passo, al limite volo… tanto anche scendendo le possibilità di volare sono alte. Concentrazione massima, finalmente arrivo allo spit. Poi si fa un po’ più facile e finalmente raggiungo la sosta. Ci ho messo tanto…. arriva anche Andrea, poi riparto. Da qui i tiri sono più facili, ma la spittatura non regala nulla. Certo, siamo sopra la val di Mello, cosa mi aspettavo?? I tiri in alto sono molto belli, arriviamo in cima, e con 4 comode doppie giungiamo alla base, velocemente torniamo al rifugio ed è già ora di cena! I ragazzi di stamattina mi chiedono come è andata, gli dico del secondo tiro e si mettono a ridere, ricordando diversi voli a testa in giù di loro amici. beh, allora tutto sommato è andata bene!!

La mattina guardiamo fuori dal rifugio. Non c’è una nuvola, ma la bandiera è tesissima verso sud, non occorre uscire per capire che tira un forte vento da nord, usciamo per testare la temperatura, è freddissimo! Tutto il rifugio consulta relazioni, molti programmi della giornata andranno rivisti in funzione del meteo di oggi. Anche noi pensiamo di cambiare meta, poi il vento sembra calare, Mimmo ci incoraggia un po’, ci dice che sarà bellissimo avere lo spigolo tutto per noi. Partiamo, salendo il vento gelido aumenta di nuovo, attraversiamo diversi torrentelli in buona parte ghiacciati. La roccia sotto le mani e sotto i guanti è gelida, mi chiedo come potrò mai mettere le scarpette e togliere i guanti per quei primi 100 metri all’ombra. Il freddo mi assale e aumenta la preoccupazione, il corpo mi dice “portami via da qui”, la mia capacità di reazione diminuisce.
Andrea… non ce la posso fare!!
Andrea non ci mette niente a capire come mi sento, anche lui è infreddolito. Tocca rinunciare. Intanto vedo che alcune cordate che dovevano salire la Molteni al Badile attraversano il nevaio per dirigersi sulla Sertori, più facile e breve. Forse anche noi avremmo dovuto andare lì, ma poi saremmo state troppe cordate sulla via.
Al rifugio sulla panca con le spalle al muro si sta bene, qui è già arrivato il sole e siamo al riparo dall’aria. Decidiamo di andare con calma al Dente della Vecchia e salire la via Fiorelli, aperta dal padre di Mimmo, una bella via classica. Anche qui tira vento, ma la temperatura è accettabile, si riesce a scalare. Parte Andrea sul primo lunghissimo tiro, mi dice che la roccia è davvero strepitosa e in breve, quando tocca a me, constato la stessa cosa. Peccato che la via sia breve! Salgo io i tiri successivi, si scala soprattutto in bei diedri, pochissimi spit e tanta possibilità di proteggere, c’è l’imbarazzo della scelta! I friend entrano anche solo a guardarli, la roccia è fantastica.
Un ultimo tiro in placca ci porta in cima, vista strepitosa su Badile e Cengalo (adesso al sole). In sosta provo le belle sensazioni di essere in un posto bellissimo a fare una cosa che mi piace, la rinuncia allo Spigolo costa meno se il ripiego è comunque di classe.

Poi inizia la lunga discesa… prima al rifugio, poi, sistemati gli zaini, si riparte verso valle. Quasi 1400 metri di dislivello ancora da fare, circa 2 ore di buon passo e saremo giù. Ci fermiamo a metà percorso, guardiamo indietro: è davvero una cartolina, siamo stati 2 giorni in mezzo a una cartolina.