Archivio mensile:marzo 2011

Medale, via dell’Anniversario (Raduno Multimedale)

Vai al fotoalbum Era da tanto che aspettavo la notizia sul raduno…. poi un giorno vedo sul forum la data, e inizio a meditare. Quando decido di andare, comincio a pensare alla via, ma una sola è quella che posso fare, Anniversario. Un conto in sospeso perchè fatta a settembre in condizioni psicologiche sbagliate, tutto è andato male, tranne che in cima ci ero in qualche maniera arrivata. Ma molto era rimasto in sospeso, avevo bisogno di tornare.
Sono passati mesi, molte cose sono cambiate, e sento che è ora. In occasione del raduno voglio tornare su Anniversario, scalarla come so di essere capace, e fare pace con una parete a cui “voglio bene”, ma che temo.
Mi metto d’accordo con Giulio, molto amico di Andrea: arrampica più o meno come me, ma ha meno esperienza in fatto di vie. Meglio. Non cerco uno forte.

Caffè e chiacchere con tutti quanti al Coyote a Ballabio, poi si parte. Andrea salirà dalla ferrata per raggiungere poi la cima della Grignetta, altri faranno vie dure e io e Giulio soli su Anniversario. Arriviamo alla base scherzando sulle nostre paure. L’altra volta avevo fatto i tiri pari, ora voglio i dispari.
Primo tiro, placca con passo delicato. Scalo da schifo e mi batte il cuore, lo stomaco non sta al suo posto. Arrivo in sosta, recupero Giulio e nonostante abbia scalato da schifo sento che ho preso una bella sberla che mi ha dato la sveglia. Secondo tiro va lui, gli do qualche indicazione per il diedrino, e salgo bene, bei movimenti. Ok, ci sono.
Terzo tiro, mi ricordo un bello strapiombetto, vado, tranquilla e serena, ogni passo mi sento rinascere, sento la gioia dello scalare, mi sembra di riprendermi qualcosa che è mio….. d’ora in poi mi piacerebbe che Giulio mi dicesse non me la sento, vai tu. Ma anche lui ci tiene, si prende i suoi tempi, ma è bravo, scala bene. Mentre recupero mi volto verso il lago, avevo promesso di non farlo, non volevo guardare il lago e la città, che la volta scorsa mi avevano dato senso di angoscia. Guardo e sorrido, fotografo.
Bellissimi i due traversi, stavolta passo anche in libera senza esitazioni.
Tocca a me, settimo tiro. Non è solo il tiro chiave, è anche il tiro dove ho visto la mia amica descrivere una parabola nel cielo azzurro, azzurro come oggi e poi era iniziato l’incubo, anche se pure prima non andava niente dentro di me. Io non descriverò quella parabola.
Parto. Dopo 15 metri mi giro verso Giulio e gli dico “giulio, è stupendo!” Salgo, trovo chiodi che non mi ricordavo, non mi ricordavo una chiodatura così ravvicinata. Mi fermo a riposare 20 secondi prima della placca dura eprchè mi esplodono i polpacci. Prendo, vado, arrivo all’ultimo chiodo e intuisco dove e perchè Francesca è volata. La corda tira un po’, le mie mani tengono più forte….. traversino a sinistra e ho voglia di piangere di gioia. Mollaaaaa!!!!
Mi sembra egoistico chiedere anche il tiro dopo, va Giulio che smadonna sotto lo strapiombo prchè da falesista cerca la linea dritta invece che la facile. Qualche passo delicato, poi arriva il cordone, tolgo il rinvio, trovo una tasca e il cordone lo lascio per conto suo a penzolare.
Senza problemi seguono i 3 tiri finali, ci sentiamo scarichi e felici, arriviamo in cima ognuno contento per i suoi motivi.
E’ tardi quando arriviamo in vetta, solo Daniele con Edo e Travaglia senior ci attendono, mentre gli altri sono appena scesi.
Scendiamo alla base, io non tocco cibo dal mattino e senza più l’adrenalina sono davvero uno straccio. Arriviamo giù mentre inizia a grandinare…..
Una birra insieme ad altri medalari al Coyote, poi su dal Marco…. e inizia la festa!

Zucco Angelone – terzo e quarto sperone

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Sabato con Andrea, vorremmo andare un po’ più su, ma le previsioni danno pioggia dal pomeriggio…. che rottura quest’anno!!! tra una cosa e l’altra non riesco mai a fare qualcosa di bello con il bel tempo.
Ho appena comprato la guida delle Arrampicate sportive tra Como e Lecco e sfoglio lo sfogliabile per trovare qualcosa di divertente e facile. Scegliamo di concatenare Foto di Gruppo con Signorine al terzo sperone e Schiavi della pietra al quarto. La combinazione acquista un sapore sadomaso per quanto riguarda i nomi….. vabbè.
Giornata non stupenda, con sole sempre velato e al parcheggio è pieno di sciatori, strano tirar fuori gli aggeggi per arrampicare quando gli altri tiran fuori gli sci. Ma lasciato il piazzale della funivia si incontra solo altra gente agghindata come noi. Alla base del terzo sperone guardo un po’ i 4 tiri che arrivano alla prima sosta e ne prendo uno a caso tra i tre centrali di 5c, mentre l’originale segue una fessura di IV. Mi diverto sulla placca bella liscia piccole tacchette e tanta aderenza. Andrea che non ama le placche si diverte meno, ma poi la via gli piacerà molto di più.
L’ultimo tiro con passo iniziale di 6b: lo guardo e provo il passaggio, ma sembra che nessuno passi di lì da un po’, oltre il passaggio chiave è tutto sporco…. boh scendo e devio su quello di destra (ultimo tiro di Ortofresco) come ho visto fare anche dagli altri, bel tiro divertente su spigolo.
In breve dalla cima del Terzo Sperone ci si porta con sentierino attrezzato alla base di Schiavi della Pietra, che si presenterà più ammanigliata e verticale, complessivamente più facile.
Nello scendere andiamo a cercarci l’avventura… perchè fare come tutti gli altri?? Un bivio senza indicazioni lascia pensare che sia indifferente andare dritti o scendere ripidamente sulla nostra sinistra. Stiamo un po’ a pensare dove possono portare i 2 rami del sentiero e scegliamo di andare dritti, trovandoci su un percorso di cresta con passaggi su roccette da arrampicare, che corre a picco al di sopra del piazzale. Sentiero comunque simpatico e non monotono, che ci deposita alla base delle prime placche, dove una cordata sta evidentemente muovendo i primi passi in autonomia dopo un corso. Salutiamo e in breve siamo al parcheggio, e in breve inizia a piovere. Ottimo timing!