Archivio mensile:ottobre 2011

Monte Guglielmo per il sentiero degli Gnomi

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Riceviamo una mail da Marion, cara amica francese di Andrea e Giulio che è tornata in Francia da tempo, che passerà il ponte dei Morti a Milano.
Dopo varie proposte e idee optiamo per passare una giornata insieme su un sentiero tranquillo, per goderci i colori autunnali e stare insieme, e la meta sarà il Monte Guglielmo, che io conosco già bene ma che non ho mai salito per il sentiero degli Gnomi.
Si tratta di un curioso sentiero che per la prima pare è ornato di belle sculture lignee, ben attrezzato con tavolini, un’escursione da famiglie insomma, ma di discreto sviluppo: sono circa 1300 m di dislivello.

A me, Andrea, Andrea C e Giulio si uniscono anche la sorella di Giulio, Cecilia e suo marito Luca, che gentilmente ci avevano ospitati a Caprile durante le ferie di Agosto.
Una bellissima giornata in compagnia, tante risate, racconti, io e Marion stringiamo presto amicizia, avevo tanto sentito parlare di lei e avevo voglia di conoscerla, è una persona davvero in gamba e interessante.

Al rifugio Almici non ci facciamo mancare un panino con salamella, quelle comodità che nella mia solita attività di montagna non è affatto scontata….

Un tripudio di colori autunnali sopra le foschie padane, temperature piacevolissime, ottima compagnia. Grazie a tutti!

Falesia Madonna della Rota

Oggi niente via col Gigi, abbiamo entrambi troppe cose da fare… alla fine siamo indecisi poi un “ma dai un paio di tiri…” “ok, allora a cavallo del mezzogiorno”… finisce con un “devo essere a casa massimo alle 17:30 ti aspetto alle 9:30”.

Alla temibile Madonna della Rota ero stata solo 2 volte, più di un anno fa. Allora avevo salito solo l’unico 6a presente, per il resto tutto con corda dall’alto, la chiodatura non consente molto di tentare i passi, l’arrampicata è tecnica di dita e piedi (mentre scrivo sento gli avambracci non proprio riposati).
Bene, sarà un banco di prova.

Gran bel posto bucolico ai piedi del Monte Guglielmo e panoramico sul lago.
Alla base un comodo prato consente di far sicura a piedi nudi nel verde soffice, nel vicino albero cantano gli uccellini e un grosso cagnolone pelosissimo ci fa compagnia tutto il tempo, continuando a mettere le sue zampe sui miei piedi. A volte anche in falesia sarebbe da portare la fotocamera, peccato che non ci pensi mai!

Mattinata iniziata quasi fin troppo calda, poi rannuvolata e ventilata. Stavolta finalmente salgo i tiri di 6b e 6b+ da prima (vabbè qualche resting e qualche smadonnamento contro le pinzate malefiche), un 6c+ da seconda, ma con tanta fatica (allenarsi…).

… ma alla fine riuscirò a finire di studiare e finire l’altro allenamento lasciato a metà stamattina, quello per domani???

Vabbè però adesso posso affrontare il secondo week end metropolitano, poi chissà….

Pian della Paia (Val del Sarca)- via Kerouac

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Ormai l’appuntamento con Gigi il venerdi è diventato un must, in genere non è difficile metterci d’accordo sulla via da fare, abbiamo gusti molto simili. L’unico problema in valle del Sarca è che lui ha già salito praticamente tutto quello che gli interessa, e ogni volta è il solito siparietto: questa, ti interessa? lui: eh, già fatta, 2 volte. E’ già al secondo giro….
Allora lascio proporre a lui, che ritira fuori una vecchia proposta poi accantonata per maltempo qualche mese fa: la via Kerouac al Pian della Paia, non lontana dal diedro Manolo, più impegnativa (così per me sarà un banco di prova quando mai mi deciderò).

Colazione al bar delle placche dove constatiamo che oggi fa davvero freddo… si parte con un capo di vestiario in più a testa, così oggi ci portiamo anche uno zainetto. Al parcheggio incontriamo un’altra cordata, loro sono diretti alla via dell’Angelo, che ovviamente Gigi ha già salito e dà loro qualche indicazione. Ci ritroviamo all’attacco, ma mentre loro salgono i tiri facili ma pericolosamente friabili originali, noi partiamo con i primi due tiri dell’Airone Cenerino, appena a sx.

Io: sembra facile… Gigi: beh è 6a. Io: dai che parto.
Ho bisogno di partire io ultimamente, così per stemperare quel po’ di tensione che in genere mi accompagna prima di salire qualcosa di impegnativo. Con lui potrei starmene tranquillamente tutta la via dietro, ma non mi va più di scalare da seconda, non mi diverte più.
Parto e arrampico con la grazia di un orso appena uscito dal letargo. Tiro strano, diedro vago e di non facile lettura, boh poi sarà che è il primo tiro. Tocca a Gigi che ugualmente fatica sul secondo tiro, sempre per l’interpretazione. Trasferimento e unione del primo corto e facile tiro della via e ci troviamo accolti in un ambiente spettacolare, siamo circondati da pareti rosse e gialle, il cielo si è aperto in un blu che solo in autunno o in inverno si può vedere….
tocca a me, prendo il materiale che mi serve e vado. Dopo i primi metri capisco che oggi non si scalerà proprio veloci, la roccia è quasi sempre da controllare, meglio tastarla bene. Inoltre la chiodatura molto parsimoniosa mi fa pensare un po’ sulla linea da seguire, so che devo andare in fessura ma ce ne sono 3! Un po’ di logica e un po’ di intuito, un po’ cerco le prese usate, arrivo in sosta.

Arriva Gigi molto divertito e ancora mentre termina il tiro dà un occhio a quello che toccherà a lui, dicendo “beh dai sembra che quello dopo strapiombi di meno”. gli faccio notare che i 3 chiodi vicini con cordini suggeriscono che non sarà una passeggiata… Infatti. Mentre sale il tratto più duro gli si frantuma un appiglio in mano, meno male ha il chiodo molto vicino.
Quei 7-8 metri anche per me saranno faticosissimi, e non disdegnerò di dare una tiratina a un rinvio.

Oggi però mi sento in forma…. riparto. Mentre parto Gigi mi dice che se faccio questo sono pronta per il Manolo… gli rispondo che intanto peso a fare questo. Tiro divertente, impegnativo ma anche ben chiodato, integro poco. Credo di essere stata promossa. Arrivo su un bel pulpito comodissimo che sembra messo lì apposta perchè venisse allestita una sosta, infatti ci trovo 3 chiodi in verticale, anche se molto bassi rispetto alla posizione consona.
Ultimo tiro impegnativo per Gigi che impiega un po’ a trovare la linea giusta (chiodatura ancora parca e poco visibile) mentre io comodamente seduta prendo una bella sventolata visto che sotto i miei piedi arieggiano 400 m di vuoto direttamente fino al parcheggio. Poi sento da come gli do corda che è arrivato al tratto in A0, e finalmente tocca a me. Quando giro dietro e mi trovo all’ombra fa davvero freddo!

Il tratto in A0 è talmente chiodato che Gigi ha saltato alcuni chiodi altirmenti non avrebbe avuto abbastanza materiale. GIà che ci sono provo fin dove riesco a salire in libera, tutto ok fino alla fine, quando vedo un chiodo con una mia fettuccia, Gigi 3 metri sopra che mi dice che l’ha lasciata perchè lì non c’è verso… cerco un attimo, trovo una maniglia a destra, ma non trovo l’equilibrio dei piedi. Amen, tiraggio di fettuccia e salto fuori.

Niente da dire sui 2 tiri di uscita, se non che bisogna prestare attenzione alla linea che è facile perdere, e la roccia a tratti cattiva. Fotografiamo i ragazzi ingaggiati sulla via dell’Angelo, loro ne avranno ancora un po’, la via è un paio di tiri più lunga della nostra e sembra bella tosta.
Rapidamente facciamo su le corde, raggiungiamo il prato sommitale dove i bei colori invitano a fermarsi un attimo a contemplare il Casale e la valle… poi giù per la forestale e tagliamo nel bosco.

Bella giornata, torno a casa contenta, con tante belle immagini che mi ritornano e che mi serviranno visto che nel week end sarò lontana da tutto ciò che riguarda la montagna, la roccia e l’arrampicata.

Arco S. Paolo: via Sette Muri

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Arrivo a casa dal Medale, chiedo ad Andrea cosa vuole fare domani…. sorpresa mi dice mah andiamo ad Arco! Ma come, con una bella giornata come si presenta, non vuoi andare a camminare?
Niente da fare, se mi si propone di arrampicare io non riesco a dire di no, mi diverto sempre! Allora cerchiamo un po’ una via, non ho voglia di roba troppo impegnativa, cerchiamo qualcosa di Grill per andare sul sicuro.
Sette Muri sembra una bella via, la relazione dice che è anche sportiva. Ok.

La via è molto bella, più impegnativa e meno sportiva di quello che mi aspettavo. Forse sportiva intende che ci sono gli spit e non cordoni in clessidre (ce ne sono pochisssime), ma in alcuni tiri anche di VI ci sono 3 protezioni, per il resto usare i friend. In particolare il terzo tiro, il diedro fessurato, è stato dallo stesso Grill “disattrezzato” lasciando solo 3 protezioni. Necessari friend medio-grandi.
Poi se ne potrebbe anche fare a meno, ma in un altro paio di punti ho preferito proteggere un po’.

Magnifici gli ultimi 2 tiri, che salgono l’ultimo muro: strapiombo e traverso, poi muro a gocce meraviglioso.

Giornata non troppo calda, relativamente poca gente in giro (una cordata di tedeschi ci raggiunge sugli ultimi tiri, un paio di altre erano a portata di orecchio su altre vie).
Tra le vie di S. Paolo una delle più belle.

Tornati alla pizzeria Lanterna incontriamo Florian Klukner, che riconosco perchè qualcuno lo chiama per nome, gli chiedo se è lui… si siede con noi e scambiamo quattro chiacchere, ci mostra la nuova guida di Grill, e ci spiega che lui stesso ha tolto qualche protezione del 3°tiro della nostra via perchè ha reputato che si andava bene anche con i friend. Un altro personaggio simpatico incontrato, è stata una piacevole chiaccherata.

Medale: Susanna sotto le gocce + Saronno 87

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Era da tanto tempo che desideravo salire questo concatenamento classico e impegnativo al Medale… una parete che per me rappresenta molto, mi piace e mi intimorisce allo stesso tempo, sopra la città, sopra il lago, così comoda e così impegnativa.
E’ venerdi, Gigi è libero, mi propone una via ad Arco e io rilancio con questa proposta, che accetta.
Attacchiamo tardissimo per colpa di un incidente a Vercurago che ci fa perdere più di un’ora, la giornata è fredda e nuvolosa, non mette di buon umore.
Parte Gigi sul primo tiro, capiamo subito che oggi ci sarà da faticare!!! Timido mio tentativo sul secondo tiro, no… arrivo alla placca e quando vedo dove si trova la protezione successiva, tento di andare verso le fessure verticali, no, troppo severo, non me la sento e cedo a lui che comunque faticherà un po’. Terzo tiro meraviglioso.
Vado sul traverso e la vegetazione mi incasina non poco nel trovare la giusta direzione.
E’ davvero tardi quando finalmente siamo alla sosta in comune con Anniversario e Saronno, decido di non tentare altri tiri, se no non finiamo più!

Saronno 87 è stupenda, un tiro dopo l’altro, non molla mai, roccia sempre magnifica e passaggi molto tecnici. Più chiodata di Susanna, permette anche di tentare i passi senza patemi. Su Saronno mi risveglio, scalo bene, quando una via piace è così, ci si impegna al massimo per salire bene tutti i passi. Stranamente alcuni tiri di 6a+ ci sembrano più ostici dei tiri di 6c, ma il Medale per chi non è un frequentatore abituale è così, la fregatura è sempre dietro l’angolo.
Arriviamo in vetta entrambi piuttosto stanchi, io che ho salito tutta la via con la corda dall’alto però ammetto di essermi divertita moltissimo, tra muri a gocce, strapiombi, placche, c’è di tutto.
Tornerò quando sarò preparata a salirla da prima, rimane lì, a ricordarmi che ci sono vie che ti aspettano, sono sempre lì.

Grazie all’amico Gigi che mi ha accompagnata in questo bel viaggio che desideravo fare da tanto tempo.

Un’ultima nota che mi va di aggiungere ora: durante la salita ho pensato spesso a Giuliano, che ha aperto sia questa via che Anniversario, dove l’ho conosciuto. Una persona che ammiro tantissimo per lo spirito, per la voglia di andare e di fare, so che recentemente ha aperto una nuova via in Resegone…. spero di reincontrarlo prima o poi, le poche volte che ci siamo incontrati ha sempre lasciato un segno positivo dentro di me. Complimenti per questa via bellissima, aperta ormai tanti anni fa, e per tutta la sua attività.