Archivio mensile:novembre 2011

Medale: Miriam + Bonatti e Taveggia

Finalmente Carlo dopo tanti inviti decide di venire a scalare nel Lecchese!! Vista l’unicità dell’evento temo che il Medale intero possa crollare sotto la forza di agenti atmosferici che potrebbero scatenarsi di conseguenza…. invece sarà un bellissimo week endi di sole e temperature ottime!!

Miriam + Bonatti

via Taveggia

L’appuntamento è lungo la via Miriam, io e Andrea vorremmo salire presto perchè non siamo veloci come Carlo ed Enrico. Invece ci troviamo tutti e 4 a pochi metri dall’attacco della via ferrata, che percorriamo nei primi metri per arrivare alla piazzola dove attacca la via.
Ricordavo il primo tiro bastardo, oggi non parto particolarmente sciolta e lo trovo ancora più duro. Uffa.
Poi la via scorre tranquilla e divertente, e in 4 tiri siamo al termine, dove Andrea decide di proseguire per la ferrata e aspettarci in cima. Così mi lego con i veneziani per salire la Bonatti.
Si ride e si scherza tutto il tempo e mi becco l’appellativo di guerriera, che Enrico mi affibbia quando mi accingo a prendere il comando della cordata dopo il tiro in traverso.
Il tiro in traverso mi galvanizza, è stupendo, riesco a salirlo in libera senza problemi e ho voglia di continuare. Il successivo diedro presenta un paio di passi davvero ostici, saranno le braccia un po’ stanche da Padaro, uff resting al passo in strapiombo. Passato quello decido di saltare la sosta e unire i due tiri per un viaggio di 50 metri in diedro continuo. Sto finendo il materiale e cerco di fare un po’ di economia, finalmente vedo la cengia dove presumibilmente ci sarà la sosta… ho l’imbrago quasi vuoto, mi rimangono solo i friend!

Recupero i miei compagni, Enrico si ferma a pochi metri da me per fotografare Carlo che sale nella luce del primo pomeriggio, una luce dorata, la città e il lago sotto di noi ci ricordano che siamo in una parete sopra una cittadina, questa parete che ogni volta mi affascina proprio per dove è posta. Per il resto potremmo essere su una grande via in ambiente severo, se non fosse per le soste e qualche resinato sui tiri.
Dopo i miei due tiri in uno chiedo a Carlo se vuole continuare lui, ma mi dice che non ha voglia di rifare il passaggio di corde e mi invita a proseguire.
Eccoci in cima, contenti di aver salito “La via del Walter”, io sono ancora più contenta che i miei amici apprezzino questa parete di cui ho tanto parlato. Andrea ci attende, scattiamo le solite foto di vetta e scendiamo per il ripido sentiero sul versante nord.

Il giorno dopo Andrea decide di non scalare e andare a camminare in Grignetta. Al Vespa ci troviamo quindi io, Carlo ed Enrico. Decidiamo per l’accoppiata Eternium + Messico e Nuvole, ma oggi è una giornata fantastica e la parete è super affollata. Una cordata di 3 ragazzini sta lottando con il primo tiro di Eternium, per cui decidiamo di attaccare la Taveggia (le cordate presenti sono già un paio di tiri sopra), poi vedremo caso mai di traversare e prendere Mexico.
Oggi decido di scalare da seconda, sono proprio stanca, e soprattutto ho un po’ di tensione per il nuovo lavoro che inizierò il giorno dopo. Non voglio ripetere la penosa esperienza dello scorso anno sulla via Anna in Brenta, dove, causa tensione, mi sono incrodata in un camino di III+!!
Alla fine saliamo integralmente la Taveggia, non ha senso percorrere una via a metà… dev’essere stata una via fantastica, anzi sicuramente lo è stata, solo che ora la roccia è davvero molto consumata e l’arrampicata è meno godibile, molti passaggi non si riescono a passare in libera a causa dell’unto. E poi… vabbè bisogna averne!

Anche da qui scendiamo contenti, ci troviamo ancora con Andrea, al Vespa scopriamo che la domenica c’è l’Happy hour e ne approfittiamo abbondantemente. I miei amici hanno già progetti futuri in Medale, pare che il week end lecchese li abbia proprio soddisfatti!
Ringrazio Carlo, che sapendo dei miei futuri impegni è venuto a trovarmi, per quella che forse è stata la mia ultima via per quest’anno.

Un anno ricco di tante sorprese, molto intenso. Ho salito 40 vie di roccia, sono diventata più sicura, non più brava, ma sicuramente arricchita di esperienza. Ogni anno è diverso, si parte con certe aspettative, poi cambiano le cose e se ne fanno di diverse, per questo non mi piace programmare, quel che viene è sempre bene accetto. Questi ultimi 3 giorni sono stata una bella conclusione di questa stagione intensa.

Parete di Padaro – via Elisio

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Ultimo venerdi di roccia con Gigi prima del mio trasferimento a Milano per lavoro, ci dirigiamo ancora una volta in valle del Sarca.
Mentre Gigi guida, io sfoglio la guida della valle, non abbiamo ancora deciso la via da salire oggi! Tra le varie proposte lui opta per la parete di Padaro perchè non l’ha mai salita ma conosce la zona, tranquilla e appartata, ricca di colori autunnali.
Scegliamo la via Elisio, caratterizzata da un diedro lungo 70 metri lisciato dall’acqua. La via è piuttosto omogenea e si snoda lungo una serie di diedri, via impegnativa dove il passo chiave di VI+ risulta protetto ma obbligato. Oltretutto un volo su quel cordone vecchiotto non è affatto consigliabile….

Su queste vie manca un po’ il fascino delle classiche, ma ci si diverte sempre e non vanno sottovalutate.
In auto al ritorno riflettiamo un po’ sul fatto che queste vie moderne sono belle e divertenti, ma chissà perchè poi a distanza di mesi le si confondono tra loro, mentre di una classica non ci si scorda mai.
Giornata divertente e di riflessioni, peccato che per il momento non ce ne saranno altre.

Arco di Pietra (Zone, BS)

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Non si può rinunciare all’appuntamento arrampicatorio del venerdi…. soprattutto quando per il week end le previsioni sono sconfortanti.
gigi mi propone via sms l’Arco di Pietra, restando per un “sentiamoci domattina alle 8:30”.

Stamattina alle 8:30 sono ancora in tenuta casalinga, ci sentiamo e “oh eva hai voglia di andare a prendere un po’ di acqua?”… invitante… “ma si dai, ‘namo”.
Siamo in 3, c’è anche un amico di Gigi. Per l’occasione ho portato la fotocamera, i colori sono comunque belli e il locus è molto amoenus (non ero mai stata).

La macchina si fa largo tra le foglie, poi noi ci facciamo largo tra le fronde, arriviamo dopo 10 minuti con i pantaloni zuppi. Ricambio pronto nello zaino Smile
Oggi il Gigi è particolarmente ottimista e mentre sale si gira indietro e ci magnifica la vista che si gode a 15 m da noi…. non so cosa il Lorenz gli abbia propinato ieri sera in palestra.

Poi si è alzato il vento, si è messo a piovere contro la parete, Filippo ha iniziato a vaneggiare che se non scendevamo subito saremmo rimasti sotto l’arco fino al disgelo a mangiare salamandre…. vabbè.
Domani è un altro giorno e si organizzerà la spedizione bresciana al tempio della plastica