Archivio mensile:ottobre 2012

Valle dell’Orco – Torre di Aimonin – via Pesce d’Aprile

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Ho ancora 2 giorni di ferie quest’anno… da spendere bene!
Non sono mai stata in valle dell’Orco, anche se spesso se ne è parlato, poi non è mai venuta l’occasione giusta al momento giusto. Non ho mai scalato con Danilo, che conosco da qualche anno per via del forum, ci si sente di tanto in tanto, già qualche volta ci eravamo promessi di trovarci. Danilo…. un personaggio!
Insomma, mi viene in mente di sentirlo perchè so che ha spesso il lunedi a disposizione. E’ lui a proporre la via, cui tiene moltissimo, tempo fa ne aveva pubblicato una foto da 100 nuovi mattini.
Oggi sarà una giornata all’insegna del Nuovo Mattino, dall’attrezzatura un po’ vintage alla modalità di salita: scalare godendo appieno di passaggi e della roccia.
Io so di avere sempre “i tedeschi dietro”, come dice mia mamma per dire che ho fretta, qualcun altro direbbe “il fuoco al culo”. Oggi no. Oggi è calma e tempo a disposizione, godersi la via, andare a salire la mitica lastrina di cui Danilo è innamorato.

Usciti indenni dalle code che si stanno formando attorno a Milano ci avviamo. Il paesino di Noasca è una sorta di avamposto nella lunga valle dell’Orco, al cui termine si vedono cime innevate. Contrariamente alle previsioni c’è un pallido e tiepido sole, si sta benissimo. Sosta caffè, sosta per guardarci intorno nel minuscolo paese, ci prepariamo.
Parto io sullo spigolo, un tiro con dentro 1 chiodo, per il resto placca. Ho paura di aver paura, non sono più tanto abituata. Invece tutto liscio. Bel diedrino per Danilo, poi traverso e altro diedrino anche per me. Da superare incastrandosi. Mi sembra di aver già vissuto questa scena un paio di volte….. sento qualcosa che si rompe, nooooo non avrò ancora perso materiale per un incastro!? no, si è solo rotta la cerniera della custodia della fotocamera. Lungo la via si trova del materiale incastrato: il friend che trovo io è inutilizzabile, vado con un 3 che sta benissimo senza andare troppo in profondità. Arrivo in cima con un dito insanguinato. Tipico di questo stile di arrampicata.

Ora è il suo momento, Danilo e la lastrina. Durante il viaggio in auto, dal nulla, urlava alzando un pugno: “Lastrina, arriviamo!!!!” e giù a ridere. Ora mi confida che è emozionato. Mi piace quadno il compagno di cordata si emoziona, quando sale una via con un motivo per salirla. Non so quale sia il suo motivo, so che è da 2 mesi che cerca un socio… e sono contenta di essere qui. Parte ed è contento di trovare 2 dadi incastrati. Dulfer elegante, poi meglio mettere una protezione per uscire, poi bella placca. Arrivo in sosta anche io e mi dice che è un uomo felice.
Mi giro a destra verso il mio diedro e penso che spero di essere felice anche io dopo… ha l’aria severa questo diedro. Cerco di capire in quale delle due strozzature bisogna uscire ma non capisco. Non resta che andare. Bel diedrone in stile un po’ mellico. Arrivo al punto x, uno strapiombo chiude a destra, guardo bene ma no, non si esce di lì, ma più in alto. Ancora diedro quindi, tiro stupendo. Poi bella uscita strapiombante su scaglie (buone). Sono tornata al sole. E’ bello uscire al sole dopo un tiro impegnativo all’ombra, aggiunge un’emozione alla soddisfazione di averlo salito bene. Tocca poi a Danilo, i tiri sarebbero anora due ma il primo è talmente corto che non ha senso fare sosta. Mi scippa un bellissimo tiro in placca fessurata.

Sosta in cima, beviamo e stiamo a raccontarcela un po’ al sole. Poi optiamo per la discesa in doppia, il sentiero è una schifezza. Andrea mi aveva raccomandato il panino al bar di Noasca, ma accidenti è chiuso! pare che sia un’istituzione per i panini e le merende…. peccato, ci fermeremo in un circolino più giù. Dove strani individui ordinano un bianco e papaya e la ragazza che serve non sa cosa sia la papaya. Ci guardiamo, ridiamo, e torniamo a casa.

Medale – via Saronno 87


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Lo scorso ottobre avevo salito con Gigi Susanna sotto le gocce e Saronno 87 in una giornata un po’ no: per il meteo, per i tempi… alla fine avevo rinunciato all’alternato ed ero stata dietro tutto il tempo. Arrivati in cima mi ero ripromessa di tornare per Saronno, mi era davvero piaciuta molto, meritava di essere salita “come si deve”.
Quando Sara mi chiede di scalare insieme questa domenica ho subito la proposta pronta. Lei è un po’ titubante, ma poi mi chiama e mi dice: ok, andiamo! Ecco…. sarà la sua prima via in Medale!

Stavolta però si attacca dai primi tiri di Anniversario: per Susanna non sono decisamente pronta e non so se lo sarò mai, la ricordo una bastonata tremenda! Decidiamo che parto io, nonostante io odi il primo tiro, quella placchetta finale dove una volta avevo avuto seriamente paura di volare lungo. Faccio finta di niente, stavolta va meglio perchè almeno non ho paura, ma rimane ugualmente un passo bello delicato e impegnativo. Intanto dietro di noi premono due ragazzi per passare (loro poi continueranno su Anniversario). E poi mi fa 100 domande sulle vie della parete, che non conosce. Mi chiedo il perchè di tanta fretta, dato che andiamo allo stesso passo. Gli chiedo di aspettare ancora un tiro e vedere come va. Quando arriviamo all’attacco di Saronno li abbiamo staccati di 2 tiri (su 4). Ecco, impara ad avere pregiudizi sulle cordate femminili.
Sosta in comune con una cordata che viene da Susanna, anche loro non verranno con noi. Insomma attacco il primo tiro di Saronno ed è bello sapere che sarà tutta per noi. Bellissimo tiro. Poi per Sara il bel muretto a gocce di 6c, se lo studia un po’, purtroppo niente a vista…. vorrebbe portarselo a casa questo tiro, per poterlo riprovare, è proprio bello.
Il diedro di 6b+ strapiombante. Me lo ricordo con un passo duro verso la fine, quando le braccia sono stanche. Ricordavo bene!!
Guardiamo il tiro dopo. La relazione dice 6a+. Sembra molto strapiombante, propongo a Sara di salire il quel tiro, visto che il successivo sarà stesso grado ma meno fisico. Accetta, come si suol dire “di buon grado”. Mamma che duro!!!! Mi sento un’idiota, non riesco a leggere i passi…. cazzo è 6a+, non posso essere così imbranata di colpo! Mi ripiglio un po’ dopo i primi metri superati con resting, finisco il tiro. Prendo la fotocamera e controllo lo schizzo della guida che ho fotografato. Ahhhhhh!!!! ecco vedi? 6b+, non 6a+! Almeno se ho fatto fatica era su un tiro che per me è duro. Lo comunico a Sara che sta faticando come me e come me si sta chiedendo cosa succede d’un tratto.

La stanchezza si fa sentire. Finalmente un tiro da seconda, così riposo. Parte Sara, bel muretto, poi secondo muretto. La guardo salire, fa per rinviare e in mezzo secondo la trovo 6-7 metri più in basso senza fare una piega. “sono volata”. eh, ho visto. Un po’ disorientata, non si è fatta niente comunque. Mi guarda, non sa cosa fare, le chiedo se preferisce scendere, mi sembra una cosa abbastanza ovvia. Ci pensa, vorrebbe continuare, le spiace mollare il colpo. La lascio decidere, le chiedo se è sicura di volersi calare, infine mi dice di sì. Probabilmente avrei fatto lo stesso… Quando salgo io mi rendo conto che non sono più così sicura. Arrivo dove è volata e ci penso bene bene prima di fare il passo… passato quello tutto torna fortunatamente come prima. Ho qualche senso di colpa per come avevo reagito 2 anni fa quando Fra era volata su Anniversario, non ero stata abbastanza forte da prendere in mano la situazione. Forse è questione di esperienza….

Arriva Sara, ha un viso così dolce eppure è così tosta. E’ stanca, ma molto tranquilla. Solo mi chiede di uscire su Anniversario, e di andare avanti io. Per un attimo provo comunque il muro difficile del tiro successivo, ma vedo la sua faccia poco convinta e sento le mie braccia stanche. Non vorrei fare una cazzata. traverso facile e aggiramento del tiro su Anniversario. Ultimo tiro in comune, non c’è più nessun problema e arriviamo velocemente in cima. Mentre arriva Sara, sento della musica classica…. un bel quadretto: luce e colori autunnali giallo-arancioni, lei che sorride e una bellissima musica dolce che esce dal suo cellulare. E’ Damiano che la chiama per sapere dove va.
Fine telefonata, un attimo di sosta e rapidamente scendiamo per la più breve.

Tornerò su Saronno… è una via che merita, che mi piace e che potrebbe essere una buona pietra di paragone di anno in anno. Sono contenta di averla salita oggi con Sara.

Antimedale – Stelle Cadenti

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Con Pat ci conosciamo da tanto tempo, ci sentiamo di tanto in tanto, ci siamo riviste recentemente in palestra. Visto che siamo entrambe libere ci mettiamo d’accordo per scalare insieme, l’idea è di andare al Lariosauro. Poi mi scrive un sms, mi chiede se non preferisco andare in Antimedale, le avevo detto tempo fa che c’era una via che volevo fare…. beh non ci mette molto a convincermi! Per quella via non mi sento pronta, ma ho voglia di salire Stelle Cadenti, e allora stelle sarà!

Ancora addormentata sbaglio subito l’ingresso in tangenziale e mi trovo a vagare tra le rotonde di Segrate… ma come si fa!? arrivo comunque puntuale all’appuntamento, arriviamo a Lecco giusto in tempo per l’apertura scuole con conseguente intoppo nel tunnel “Lecco ultima uscita”, arriviamo a Rancio, la macchina sale sbuffando la ripida stradina verso la sbarra quando ci si para davanti un gregge di capre… ultimo strappo e arriviamo alla sbarra dove si parcheggia. Il pastore delle capre mi da l’ok mentre controllo di aver sistemato la macchina abbastanza di lato.
CI siamo, le due prodi alpiniste sono almeno arrivate a parcheggiare la macchina. Ci prepariamo e partiamo, stile leggero… ops, forse troppo leggero! “Pat… ma la corda?” ah già! ops, pensavamo di salire in free solo. Corda in spalla, ok c’è tutto.

Arriviamo alla base della parete pregustando una bella sclata senza nessuno intorno. Sbagliato. Puntiamo all’attacco della Istruttori (di cui seguiremo il primo tiro) e due ragazzi si stanno preparando per partire. Uno mi saluta, è amico di un mio collega e ci siamo anche visti una sera in palestra a Brugherio. Che caso… inizia a sfottere il mio collega perchè ieri ha tirato il bidone scalatorio sia a lui che a me. Visto che noi siamo pronte e loro no ci lasciano partire.
E’ da tantissimo tempo che non tocco la roccia bianca del Medale… sempre bella e sempre da me tenuta per l’arrampicata tecnica ed esigente. Il primo facile tiro è ottimo per scaldarsi.
Secondo tiro, all’inizio un po’ bagnato ma fortunatamente non lungo la linea di salita. Terzo tiro, ora si inizia a fare sul serio. La Pat mi incoraggia, vado. Arrivo fino all’albero, lo rinvio e inizia la placca tecnica. Ci metto un po’ a trovare le prese nascoste, oggi ho gran fiducia nei piedi e loro fanno il loro dovere. I polpacci si lamentano perchè le mani non trovano subito modo di alleviare loro tutto il peso del mio corpo. Contenta arrivo in sosta: salito a vista!
La Pat mi annuncia “eh adesso vedrai come mungo!” la vedo salire tranquilla e pacifica, divertita. Scala bene Pat, altro che!! Dietro di lei il primo dell’altra cordata, che scala come se conoscesse la via a memoria.
Ora il famoso tiro del tetto, dopo un’altra placca. rinvio il primo fittone sotto il tetto, la Pat mi incita e mi dice “la relazione diceva che è ben ammanigliato!” le rispondo “col cazzo”. In realtà sono solo girata al contrario, stringo i denti ma mi tocca fare resting. Mi rimetto giusta, riparto. Bellissimo diedro, effettivamente è faticoso ma ammanigliato. Avanti qualche metro lungo il diedro strapiombante. Ho i piedi ben sistemati sui lati del diedro e in mano una fessurina a livello delle anche. Alzo la mano per rinviare. Manca il solito dannato centimetro!!! che nervoso. Riprovo, cerco di guadagnare qualcosa, niente, devo azzardare un passo in bilico. Prima di farlo devo riposarmi un attimo, piazzo un friend per riposarmi se non appesa almeno protetta. Faccio il passo e “clac”, finalmente sto rinvio va dentro.
Altro passo strapiombante, anche qui non arrivo al fittone ma stavolta lo frego, passo di decisione, rinvio dopo il passo. AL termine di questo bel tiro il premio è una sosta scomodissima appesa.
Anche la Pat fatica all’inizio del tetto e si deve rigirare, poi sale senza problemi. Ultimo tiro, le lascio volentieri la sosta scomoda. Bellissimo attraversamento sotto un tetto, ultimo strapiombino e arrivo alla sosta. Arriviamo poi all’albero di uscita della Istruttori, dove è comodo slegarsi e prepararsi per scendere. Troviamo un paio di scarpette bagnate, decidiamo di portarle giù e cercare sul forum il proprietario. Quanto puzzano….
Rapida discesa, mentre i ragazzi che erano dietro di noi, che poi non abbiamo più visto sugli ultimi due tiri, scenderanno in doppia. Li vedremo a metà parete mentre all’ombra di un albero nei pressi dell’attacco ci rifocilliamo. Io ho tempi un po’ stretti, avrei salito anche Frecce perdute ma era bagnato il primo tiro…. per oggi basta così, siamo state veloci ma tempo per altro non ne ho.
Non può mancare una birretta al Vespa, e via.
Grazie Pat per questa bella mattinata, che sia la prima di tante altre giornate di roccia insieme!