Archivio mensile:giugno 2013

Grignetta, torrioni Magnaghi, le 4G

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4G: 4 vie del Gerry (Gerardo Re Depaoloni) percorse oggi in cordata con lui.

Sabato sera, chiudiamo il negozio, io e Anna andiamo a dormire da Simone per scalare insieme l’indomani. Io scalerò con Abi, Colombo al Sigaro e Panzeri al Primo Magnaghi.
Si cena con ravioli sardi e vino toscano, la mattina tappa all’Alpstation per trovare Abi e forse due suoi amici. Ad attenderci invece ci sono oltre a loro 3, altre due persone, uno è il Gerry, che mentre mi stringe la mano per salutarmi dice che vorrebbe scalare con me, e rimescola un po’ le cordate.
Spesa di panini alle noci al Forno, intanto ci si pensa, ok va bene. Anna è tesa per la sua prima esperienza su una via, io la tranquillizzo. Le piace l’ambiente della montagna, si diverte a scalare, quindi scalare qui le piacerà senz’altro!
Si parte, io non ho il coraggio di fare proposte, oggi torno ad essere un’allieva. Gerry mi propone di scalare un monotiro aperto da lui su un torrione sotto il Sigaro, aspettando che venga il sole sulla Ovest, oggi fa piuttosto freddo.
Accetto.
E’ la prima volta che scalo una via con l’apritore stesso. Sono vie percorse di rado, la roccia è ancora nuova, la chiodatura “rarefatta” e i passaggi anche impegnativi. Peccato avere le mani così fredde da faticare a godere della roccia.
Scendiamo in doppia. Un altro monotiro, un poco più facile, su un torrione appena sopra. Ora si sta un po’ meglio.
Dai, il Butch ha fatto le 5B (5 vie di Bonatti in Grignetta in giornata, la scorsa settimana). Facciamo le 5G!!! Ok! Io non sono il Butch e Gerry non è Bonatti, ma un grande alpinista, enorme esperienza e bravura, un carattere difficile, ma basta fare quello che dice lui. Del resto io ho solo da imparare e gli sono grata di avermi proposto di legarmi con lui oggi.
Le vie che ha aperto a inizio anni 2000 hanno nomi un po’ anarchici. Ora saliamo i 2 tiri di “nè servi nè padroni” alla torre zero. Torre Zero perchè non è menzionata sulle carte come le altre sue vicine che abbiamo appena salito. Il secondo tiro di questa via è il più duro di oggi, nonostante sulla carta lo sia il primo di Sol dell’Avvenire.
Fa freddo.
Non siamo lontani dai nostri amici e mi sembra di sentirne le voci di tanto in tanto. Ma noi siamo in un angolo straordinariamente severo della Grigna: le vie del Gerry sono severe perchè i chiodi costano, e forse i gradi pure, visto che non regala neanche quelli.
Nel corso della giornata si prende reciprocamente confidenza, quindi a fine giornata Gerry si sente libero di dirmi che sono una sega e di sgridarmi per piccoli errori di manovra. Io mi sento libera di non rimanerci male e anche di scherzarci su. Si chiacchera di tante cose,
Passiamo sulla Ovest sperando che le nuvole arrivate lascino passare qualche raggio di sole. Alla nostra sinistra due francesi stanno salendo la Graziella. Noi saliamo il Sol dell’Avvenire, 4 tiri meravigliosi e impegnativi. Così facciamo giornata.
Il primo tiro è un capolavoro di tacchette e presine, di equilibrio e movimento. Roccia perfetta. Roccia quasi perfetta anche sugli altri tiri, via di sapore decisamente più moderno della Torre Zero. Là era fessura, qui parete aperta.
La via tecnicamente arriva in cima al primo torrione con un ultimo tiro facile, che lasciamo perdere perchè tira un’aria gelida e se la piantiamo qui con due doppie siamo a terra.

Calate rapide, discesa per il Canalone Porta, in cui sento un po’ la stanchezza della giornata. Finalmente il traverso e la Cresta Cermenati. In un’ora siamo al rifugio Porta, è quasi ora di cena e ci aspettano Anna e Simone, che ci vengono incontro. dal sorriso di Anna capisco senza parlare che anche per lei è stata una grande giornata, è stanca e felice, ci abbracciamo e ci raccontiamo a vicenda. Claudio il rifugista ci fa compagnia dopo cena, racconti su racconti, risate… è quasi buio in questa lunghissima giornata quando si inizia a scendere in macchina, alzo il volume della musica per vincere il sonno. In Grignetta ho passato sempre belle giornate….

Gita con scalata a Menaggio

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Martedi Anna decide che vorrebbe scalare domenica, e allora ci mettiamo in moto per organizzare, sono contenta che abbia voglia di proseguire dopo il corso in palestra!
Ci mettiamo d’accordo con Simone e Abi, “colleghi” di Brianza, per una giornata di scalata con relax: propongo Menaggio perchè il pomeriggio va in ombra ed è un posto assolutamente piacevole, con difficoltà adatte a tutti noi. A noi 4 si aggiungono Andrea e Giovanni, padre e figlio sedicenne, timido, forte e proprio in gamba.
Per dare un tocco turistico alla cosa Simone propone di prendere il traghetto da Varenna, evitando la strada lungo il ramo di Como, che è lentissima. Anna è entusiasta della macchina organizzativa 🙂

Il sabato sera la cena organizzata in negozio capita a fagiolo per stendermi definitivamente dopo una settimana molto pesante, e domenica mattina sono pronta per prendere bastonate, che prenderò.
Ma oggi è secondario, ci sono momenti in cui è bello rilassarsi e godersi una giornata tra amici senza pretese, e se le aspettative sportive dovessero diventare prioritarie e rovinarmi le giornate mi porrei serie domande. Non importa, accetto il mio stato di forma pietoso (che tanto prima o poi passerà), e passo una bellissima giornata dove l’arrampicata è solo uno degli ingredienti.

Neanche a farlo apposta verso sera siamo tutti stanchi nello stesso momento, non c’è bisogno di dirsi nulla, siamo ben sincronizzati! Ci avviamo a piedi al paese e inizia a piovere, birretta, traghetto e poi ci fermiamo per una pizza a Mandello.

bello…

Valle dell’Orco, torre di Aimonin

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Lo sapevo.
Sapevo che mi sarei stufata presto di arrampicare in falesia, aspettavo solo che succedesse. Avevo deciso di dedicare qualche mese all’allenamento, falesia e palestra, poi di falesia ne ho fatta poca per il tempo nefasto dell’ultimo semestre (è 6 mesi che piove!!!!), e ora basta.
Carlo è in Valle dell’Orco con suoi amici, io gli devo restituire un friend, è da mesi che con Nic ci si rincorre per scalare insieme. Quindi vado con Nic in valle dell’Orco! Nel corso dei giorni si aggiungono altre persone, altri amici, tutti hanno voglia di scalare in questo bel fine settimana. Purtroppo per chi come me il week end è fatto di un solo giorno salta la cena in gran compagnia sabato sera a Ceresole Reale, ci incontreremo solo per poco tempo (ma va a buon fine la restituzione del friend!)

2 parole su Nic.
Torinese, rientrato da un annetto dopo 10 anni in Inghilterra, a Londra, dove ha arrampicato tanto: tantissimo in palestra, ma anche tanto in falesia. Lassù falesia significa “trad”: significa che vai in falesia con dadi e friend, provi i tiri, voli sul tuo materiale. MI piace la sua calma, la sua ironia molto british.
Saliamo la via del Diedro. Lui deve farsi un po’ di esperienza su vie di più tiri, io devo iniziare il cosiddetto “programma di deronchiamento” su vie da proteggere e sul granito in generale. Sono 5 tiri di grado ascendente, perfetto. Inizio io, quarto grado. Vengo da un infortunio e ho paura di avere paura. In sostanza sui primi metri ho paura e vado a cacciarmi in un posto che mi crea un casino di attriti e non riesco ad arrivare in sosta. Guardo Nic, sorrido e con nonchalance e dimostrando comunque dignità ed esperienza appronto in breve una sosta su due friend e uno spuntone. Guardo orgogliosa la mia sosta da perfetto manuale e mi sento un’imbecille mentre recupero Nic che sale volteggiando in 2 minuti.

Secondo round. Va lui che giustamente salta la sosta canonica che era a pochi metri da me, e fa il tiro. Programma di deronchiamento anche per lui, che si trova alle prese con un attrito pazzesco causa uno speroncino che non doveva aggirare. Vince anche lui una bella sosta su friend, coadiuvato però da un alberello. Salgo io, da seconda e penso che non ce la farò mai più ad arrampicare da prima su vie assolutamente non protette e così atletiche. Solo V+, ma io ero abituata (se così si può dire) ad altre rocce, calcare, dolomia e granito della Val di Mello, non così verticale. Mani in fessura e piedi in bocca, arrivo da Nicola, proseguo il resto del tiro fino alla sosta canonica. Una dozzina di metri di fessura verticale per capire che invece ce la posso ancora fare.
Tiro successivo, VI in fessura. Vado. Ho bisogno di andare a trovarmi, o a ritrovarmi, su un terreno di questo tipo. Tiro lungo, una fessura a volte larga a volte stretta, ma facilmente proteggibile dove voglio. Dove posso vado lungo, ritrovo la voglia di aria sotto i piedi almeno dove mi sento sicura. Quasi a fine tiro i polpacci esplodono…. un passo per arrivare a una cengetta ma ho un piccolo blackout. Che faccio? un passo solo! ma non ce la faccio… guardo la fessura, la misuro, ok friend giallo, lo prendo e con decisione lo ficco dentro, rinvio le 2 corde, Blocca Nic, riposo un attimo!
La paura a volte fa fare le cose bene e veloci. Mi riprendo e finisco il tiro.

Ultimo tiro per Nic, placca, diedro atletico, placca facile ma improteggibile per diversi metri.
Ci caliamo.
Partiamo su Notte a Tahiti, sulla quale i nostri amici sono ancora impegnati, credo sul penultimo tiro.
Parto su un bel tiro molto vario e non banale, poi Nic affronta uno strapiombino su un tiro che sulla carta è (erroneamente) dato 6a+, ma quella placca finale è qualcosa di terribile. Poi scopriremo che è rigradata 6b+. ah ecco.
La complicazione: arrivo in sosta e non guardo bene, Nic sa già dove andare e prende una placca sulla destra, spittata. Durissima. Prova, fa un voletto, riprova, azzera, cazzo ma quanto è duro questo 6c!??? non passa e si cala. Nel frattempo capiamo che quella è una variante non segnata sulla guida, il nostro tiro è a sx. I nostri amici si stanno calando e mentre io provo il tiro mi dicono di lasciar perdere, sono troppo bassa per arrivare anche in artif a rinviare…. ci provo ed è effettivamente così. Va Nicola che passa in artificiale, io da seconda riesco bene in libera fino quasi alla fine, ho i piedi a pezzi.
Ci dicono anche di evitare l’ultimo tiro, è un rognoso e pericoloso traverso su cui loro hanno perso un sacco di tempo. Vabbè, a questo punto ci caliamo, non ha senso proseguire con loro che ci aspettano giù per fare poi solo ancora un tiro.

Ora fa caldo, è estate piena. Per poco non aggredisco 3 arrampicatori che mi fregano il posto alla fontana, ho una sete da non credere, non ci avevo badato fino ad ora!

Non vedo l’ora di tornare il Valle dell’Orco, di vedere il Sergent e il Caporal, di scalare il Nautilus e guardare le altre vie….