Archivio mensile:settembre 2013

Falesia di Villa d’Almè

CIMG2174E’ iniziato settembre, l’estate se ne sta lentamente andando e riprende il ritmo che è stato quasi una costante di questo sfigato 2013: sabato bello e domenica brutto. Che nervoso…. previsioni di pioggia praticamente in tutte le zone raggiungibile in tempi e costi accettabili.
Non resta che sperare e cercare un posto al riparo dalla pioggia, e con Jerry e la Cri rimaniamo d’accordo di sentirci la mattina.
8:40 suona il telefono, numero sconosciuto, rispondo. Dall’altra parte “ciao.”. io: “ciao”. Lui: “non mi riconosci?”. io: “no.” “Sono Jerry”. Ah, ciao. allora? e mi inizia a prendere in giro perchè saluto gli sconosciuti. Sono una persona gentile, io.
Ci mettiamo d’accordo per trovarci alle 10.30 ad Agrate, non si sa bene chi ci sarà, a parte il Clod.
Ad Agrate è in corso un meeting di 6-7 persone, nessuno sa bene dove andare e cosa fare e Jerry tira fuori un foglietto con le indicazioni per una falesia piuttosto recente a Villa d’Almè, di cui mi aveva già parlato. Optiamo per quella, mentre gli altri che erano lì andranno in Maddalena.
Il posto è vicino, sono una quarantina di minuti da Agrate, avvicinamento super comodo con una stradina sterrata lunga un km che costeggia il fiume, l’ambiente è piuttosto ameno. La parete invece non è per niente amena: conglomerato simile a Paderno, una fascia strapiombante, alla base un rigagnolo melmoso e subito dopo un rilassante praticello. Alberi a margine del fiume. Noto subito una schiera di rinvii fissi su diversi tiri. Il foglietto del Jerry parla da solo: oggi c’è da faticare… ai margini destro e sinistro ci sono 4 tiri brevi (2 per parte) di 6a e 6b. Il resto dal 6c+ in su, con diversi tiri NL, da liberare.

In falesia si conoscono tutti, c’è diversa gente, tutti forti. Assicuro Claudio su un tiro che mi sembra molto bello, dato 7a+, ma gli dicono che è più facile, lo scala a vista lamentandosi un poco degli svasi a metà. Mi piace questo tiro, lo terrò per ultimo.
Ci trasferiamo all’estrema sinistra dove mi scaldo io: 6b e il 6a di fianco, sono brevi e li faccio entrambi. Il 6b è carino e intenso su buchi buoni, peccato che finisca quasi subito.
Claudio sceglie il suo progetto, Bianconiglio. Credo 8a+. Bella la parte centrale su strapiombo nero, peccato che verso metà le prese siano bagnate. Blocco, lui borbotta qualcosa, prova in altri modi, va avanti ancora un pezzetto poi si stufa, è tutto bagnato. Lo calo su un rinvio fisso. Nel frattempo piove ma non si sente niente qui sotto, solo il rumore dell’acqua sulle foglie.
Tocca a me. Ho adocchiato una linea sulla sinistra, poco strapiombante, 6c+/7a, Halloween, nome poco rassicurante (preferivo il più fiabesco Bianconiglio). Tutto ok con un resting fino all’ultimo rinvio, non riesco a passare l’ultimo strapiombo perchè sulla placca non c’è nulla, ma nulla da tenere in mano se non un buco svaso cui anche lanciando non riesco a tenere. Intanto inizia a piovere e qui si sente. Provo un po’ di volte e volo sempre. Cerco di fare un’espressione pietosa a Claudio che mi suggerisce, se voglio scendere, di staccare i rinvii e volare di volta in volta. Gli cheido se per caso mi vuole morta…. eseguo. Non muoio, la chiodatura è molto plasir.

Altro tentativo su altro tiro per Claudio, ma un buco cattivo gli apre la pelle, si siede per terra e brontola “io non scalo più”. Io e la Cri ci guardiamo e ridiamo. Nelle pause si chiacchera tra donne, è da un po’ che non ci vediamo e abbiamo tante cose da raccontarci. Faccio 2 giri su un 7a, il mio difetto è che non memorizzo i passi…. li capisco e li provo ma quando ci torno su non mi ricordo quale era il modo migliore! Chiudo la giornata con un giro sul 7a+, Claudio mi prende in giro dicendo al Jerry che a metà tornerò giù , Jerry si dichiara disposto all’eventuale sacrificio di tornare su lui, il Clod no, perchè lui non scala più. Gli diciamo di stare zitto e fare il “ragazzo gri-gri”. Stremata ma in catena ci arrivo!!
Questa roccia a buchi stanca da matti.
Mi metto sul praticello a fare stretching, non ho mai scalato così duro, ma oggi non c’era scelta ed è andata bene così. Stretching, qualche foto a chi scala ancora (ormai solo Jerry e un altro ragazzo).
bene, alla fine “anche oggi il nostro dovere l’abbiamo fatto” e possiamo tornarcene a casa, breve sosta aperitivo al baretto di stamattina, musica da discoteca e tutti vestiti bene, noi 4 con i pantaloni strappati o infangati…. ma il “vero climber” se ne frega e fa finta di niente.