Archivio mensile:aprile 2014

Predore, Aladino

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Ci sono giorni in cui sai che andrà tutto bene. Lo sai prima, perchè senti la voglia di scalare, senti che hai vissuto una settimana pazzesca, che sono successe tante cose, ma tante davvero. Troppe per una sola settimana, in tutti i campi. Che ti hanno stancata e ti hanno dato anche tanta carica per la domenica.
Ci sono persone che non scindono la vita dalla scalata, ma che nel bene e nel male si portano sulla parete gli effetti di quanto vivono tutti i giorni.

Ci si organizza per andare a Predore, Aladino. Ci ho scalato una sola volta circa un anno fa ed ero rimasta abbastanza traumatizzata dalla chiodatura non proprio ascellare e da passaggi davvero difficili, uno su ogni tiro che avevo provato. Ma diversi del gruppo hanno un progetto là ed è quindi la falesia del momento. Ci vado senza velleità, ma solo con la mia voglia di scalare. Sento Lorenzo che vuole scalare al mattino per poi andare a una grigliata e parto da sola per incontrarmi con lui. Alle 10 siamo in falesia…
Poi iniziano ad arrivare gli altri alla spicciolata.
Lorenzo che non crede mai in quello che fa, che porta sempre a casa i tiri e non ci crede mai, mio amico da diverso tempo. Abbiamo scalato tanto insieme, ora molto meno ma ci sono periodi in cui torniamo ad incontrarci.

Dopo i tiri di riscaldo faccio due giri da seconda su Jasmine, ma la chiodatura allegra e un passo che non riesco a decifrare mollo il colpo. Mi dedico invece aun bel 6c+ che avevo già provato l’anno scorso da secodna trovandolo durissimo, Apriti sesamo. Lo chiudo al secondo giro, fortemente incitata da Andrea quando superato il passo chiave (grazie per lo slungo!!) rischio l’apertura della mano mentre rinvio…. scendo davvero contenta.
Oggi voglio scalare fino in fondo, la stanchezza se ne va pochi minuti dopo che scendo dai tiri, non si fa sentire e prevale la voglia di dare sempre tutto. “come se non ci fosse un domani” (cit.)
Sono affascinata dagli strapiombi.
Battezzo Aladino come la “Kalymnos de noantri”, con la grotta a canne, e in mancanza delle giganti grotte dell’isola greca va bene anche così. Scelgo Oltre il deserto, un 7a che mi sembra bello. Salgo montando i rinvii, a vista fino al sesto, poi altri 3 non in continuità, poi mi spaventa il runout finale, lascio ad Andrea portare la corda in catena. Non so se ritentare o meno, ho detto alla mamma che stasera andrò da loro, controllo l’ora e mi dico che un altro giro si può fare. Alè. riparto, l’obiettivo non è chiuderlo, non ho più le braccia, ma lo ripasso sperando di tornarci. In continuità fino al settimo, poi su fino all’ultimo, poi mi blocco all’uscita. Piccolo volo, riprovo, riposo.

…e poi senti da basso gli amici che incitano, sai che sono 2 zampate e poi il runout finale che ti spaventa. Ma gli amici incitano e non vuoi deluderli, come non vuoi deludere te stessa e per l’ennesima volta farti vincere dalla paura.
Quindi sinistra e destra accoppiate in un buco buono, molli la destra, vai alla pinza allungandoti. Senti i capelli che penzolano nel vuoto, cerchi la magnesite e penzola anche lei nel vuoto. decidi che anche la sinistra deve mollare il buco buono, alzi tanto il piede sinistro, ti allunghi con tutti i muscoli e incroci a una vasca buona. Come se non ci fosse un domani.
Quanto è buona!!! te ne sbatti del runout e sistemi bene i piedi, tiri su la corda e rinvii la catena ormai davanti alla faccia.

… e la prossima volta sarà senza esitazioni!!