Archivio mensile:luglio 2015

Val Adamè – Sensazioni Adamèlliche

CIMG2296

Quelle cose che vuoi fare da un sacco di tempo, ma ci sono periodi beffardi in cui tante idee finiscono per dover essere accantonate per motivi contingenti. Va così… pasiensa. Ma finalmente sembra esserci la possibilità di avere un’intera giornata da dedicare ad una via in montagna, e questa è la prima della lista.

Ci presentiamo al parcheggio, io e VYGER, alle 8 in punto ed è già pieno. Tutti a scalare? prendiamo con noi la guida nuova fiammante “Le vie del cielo”, dovessimo trovare coda sulla via, ripiegheremo su altro. Noi arrampicatori non pensiamo mai che la gente va anche in giro a camminare, e che il rapporto camminatori-scalatori sarà di almeno 10 a 1. Infatti. Superiamo qualche coppia di escursionisti “lui con lo zaino lei senza” guardo le lei con sensazioni ambivalenti mentre saliamo il sentiero che ripido porta al Lissone. Trotterello dietro al mio compagno di cordata cercando di tenere il passo da “non ho tempo da perdere” che ha ingranato.

CIMG2293
Finalmente il sentiero spiana e la valle si presenta nel suo splendore di una giornata solo parzialmente soleggiata, che regala colori e geometrie stupende. Mi accorgo di quanto ho desiderato questo momento nelle settimane precedenti, e ora sempre trotterellando riesco a scattare qualche foto per portarmi a casa questa valle meravigliosa.

Giungiamo al pantano della val Adamè, mi scivola un piede da un masso e mi impantano fino al ginocchio destro. Mi infurio e mi raggiunge da qualche metro avanti la voce di Vyger con il tipico suo aplomb: beh dai è fango, mica merda. Con una gamba ed entrambi i piedi che nuotano nelle scarpe infangate raggiungo l’attacco, una cordata è al secondo tiro, altre due su Mille splendidi soli, più a destra. Niente coda, quindi.

Attacca come sempre Vyger e non mi oppongo in nessun modo per due motivi: anzitutto il primo tiro ha una sezione dura in placca, e questo non mi piace; e poi perchè vorrei fare il quarto tiro, quello famoso dell’arco. Così siamo entrambi contenti.

CIMG2300
La via è piuttosto breve, sono solo 6 tiri, ma tutti belli…
Runout sul secondo tiro, io ormai da falesista faccio fatica a capire che non bisogna sempre seguire la linea più diretta tra uno spit e l’altro e mi trovo in situazioni comiche… va be. misuro i passi e tengo la calma, inizia un dialogo interiore tra la mia mente e i miei nervi e supero quei 5 metri mettendoci un po’. Vyger arriva in sosta ridacchiando mentre io fingo nonchalance. Ora c’è un bel tettino che tocca a lui, la guida dice 5c, in realtà non considera il superamento del tettino, un boulder secco e faticoso, sicuramente di grado ben più alto. Lui smette di sghignazzare e io assicuro con attenzione e osservo le evoluzioni.
CIMG2307

Tiro dell’arco. Mi preparo, vorrei riposare un po’ ma la sosta non è comoda per due, quindi parto subito. Primi metri faticosi, poi molto tecnico e divertente insieme. Spittato quasi più che il giusto, assolutamente no-panic. La cordata che ci precedeva si sta calando e mi scattano qualche foto, sono nel punto più delicato, dove bisogna mollare la fessura e spostarsi in placca. Poi scoprirò di conoscere un componente della cordata, il mondo degli scalatori è piccolo.

11783503_10205699905875879_1760744743_o

L5 tiro tranquillo, il meno significativo della via.
L6 partenza ostica se non si sa da che parte prendere il diedrino malefico e liscio. Tocca azzerare. In discesa ci accorgiamo di come andasse superato uscendo a destra, pazienza. Poi placca fessurata con passaggio un po’ ostico, la fessura è al contrario di come servirebbe, vorrei mettere un friendino ma così piccolo non ce l’ho. Spero che il piede nella fessura con erba non scivoli, carico e vado.
Ancora un passo duretto poco sotto la sosta, e da sotto vedo un enorme tubo nero che sembra un faretto. Il libro di via è contenuto in un simpatico contenitore di un obiettivo fotografico.
Firma del libro preparazione delle doppie e via giù, con 4 doppie siamo per terra, rimetto le mie scarpe piene di fango e si può scendere.

Bella via divertente, contesto davvero stupendo, per me la prima volta in val Adamè, che spero di rivedere presto per altri progettini in mente.

Kalymnos e il tempo sospeso

4
Merito di Patrizia. Che un giorno a fine inverno mi chiama e mi chiede se in primavera voglio andare con lei a Kalymnos… figuriamoci, certo che le dico di si. Tentiamo di organizzare per fine maggio ma non riusciamo, passa del tempo, e infine prenotiamo per la prima settimana di luglio.
Con noi ci saranno anche Laura e Paolo: Laura è stata la mia prima amica rovatese, ora con Paolo vive ad Arco (un po’ di invidia….)
In pratica sarà una vacanza tra amiche, più il fidanzato di Laura… che se non riusciamo ci porterà su la corda :D.. povero Paolo, solo con 3 donne. Passiamo i primi due giorni a raccontarci i vari gossip e ridiamo. Laura da Rovato è andata via, io ci sono tornata 6 mesi fa, Pat si sta inserendo sempre di più nel tessuto, insomma abbiamo un sacco di aggiornamenti!

3

Si parte il 2 luglio, sono giorni importanti per la Grecia, ma quando arriviamo a Massouri ogni tensione sembra dissolversi e ci accoglie come al solito quell’odore di erbe del Mediterraneo, quel sole limpido che scintilla sulle facciate bianche e sulle persiane blu, il sole sull’asfalto a grana troppo fine dei tornanti che scendono da Kantouni, sulla famigerata curva di Kastelli, sulle bouganvilles che pendono sulla porta dello studio da Irene, sulla Grande Grotta che la sera diventa rossa e la vediamo dal balcone. Quel sole che cade dietro l’isola di Telendos. Quel sole che fuggi al mattino per scalare all’ombra, che cerchi nel pomeriggio al mare per arrivare a casa con un minimo sindacale di abbronzatura. E il vento, che la notte insieme al mare crea la nostra playlist naturale per il sonno, e di giorno ci fa quasi uscire di strada con lo scooter sui tornanti, che rinfresca le colazioni e le passeggiate serali.
Kalymnos… Si va per fare vacanza e scalare, scalare in vacanza, appunto, non come qua, che si va in falesia rubando il tempo alla vita per strappare 4 tiri dopo lavoro. Arrampicata a Kalymnos è vita, respiro e divertimento. Sono mani che si spellano su quelle gocce di calcare tagliente, scarpette che perdono la suola tanto è il grip sulla roccia, e gli strapiombi e le canne e i cavolfiori che ti portano a scalare in un ambiente colorato quasi onirico.

1

Poi, dopo la roccia il sole e il mare ci sono le cene, anzi no, prima ci sono gli aperitivi, una birretta piccola al bar del cugino di Irene, io e Patrizia, a parlare delle nostre vite, perchè le climber non parlano solo di tacche. Ci sono la ricerca del wifi, mandare una mail a casa, quasi sentirti in colpa per questa semplicità e serenità in cui sto vivendo, in cui tutto è sospeso e gli unici problemi della giornata sono dove andare a scalare e dove andare a cena.

2
Nel frattempo intorno a noi la domenica c’è il referendum, c’è il NO che vince e l’orgoglio greco che emerge, insieme a tanta incertezza e ai fuochi d’artificio. Perchè loro hanno scelto così. E noi possiamo solo augurare loro il meglio.

Il tempo sospeso.
Quel tempo che a casa è sempre troppo pooco, ti scorre veloce tra le dita, mentre qui abbonda, è a disposizione, è tuo. Solo nei primi giorni dopo il rientro ti rendi conto di quanto il tempo vissuto, e non fatto passare, sia una risorsa preziosa. Quel tempo che in vacanza hai imparato ad apprezzare, che scorre lento e che a volte vorresti fermare per gustarlo ancora di più, ma che poi deve finire, e man mano che finisce sai che tornerai a quello che hai lasciato in sospeso, e ci vuoi tornare…
Kalymnos è il tempo sospeso, bello perchè sospeso e perchè deve anche finire, e torni con la tua faccia abbronzata e ti porti quel tempo con te insieme all’odore del mare che ancora hai sulla pelle, ma stasera il tramonto lo vedi dietro la Maddalena e fai finta che sia un po’ Telendos, solo che qui passa il treno e non ci sono le onde del mare. Poco alla volta esci dal tempo sospeso e riprende la vita solita. E lo vuoi perchè la vacanza è stata quello che il termine stesso dice, andare via, staccare ma rimanendo attaccati, avere il distacco per guardare tutto da fuori. E grazie alle mie amiche… compagne di scalate e di scambi di idee, e si cresce sempre dagli scambi di idee.
Ah, grazie ovviamente anche a Paolo.. e poi alle persone conosciute: Silvio e famiglia, Marco di Bergamo, Hermann, Renata e Pol,reincontrati dopo che ci eravamo conosciuti un anno fa a Kalymnos.

Volevate il raccontino giorno per giorno di cosa e dove abbiamo scalato? No… che senso ha… ma solo qualche indicazione, tanto per rinfrescare la memoria per un prossimo viaggio:
se si arriva al mattino non può mancare una puntatina a Summertine, vicino alla bellissima baia di Arginonta. In genere aiuta ad alzare l’autostima a inizio vacanza, è in ombra al pomeriggio (cosa fondamentale), e il mare in quel posto ha dei colori meravigliosi con il tramonto.
Poi abbiamo scalato in zona Grande Grotta ad Ivory Tower, Iannis e Panorama settore destro. Panorama dx ha due 6c stupendi, quello di sx decisamente super obbligato. E dei 7a con linee old stile che meriterebbero di essere provati.
Abbiamo visitato il settore nuovo della falesia di Saint Pothis, bellissima lunga passeggiata di 50 minuti (occhio se fa caldo, è al sole!), ma pochi tiri abbordabili. Sole presto… va bene per camminare un po’ in un giorno di semi-scarico. Posto incantevole.

Abbiamo visto la nuova falesia Prophitis Andreas,tiri tecnici ma con una zona più boulderosa. A me è piaciuto. Sul tecnico a tacche ho trovato tanta continuità ma grandi abbastanza turistici, non così nella zona più a destra. Bella passeggiata di 20 minuti, panorama stupendo, sole alle 12:30. regolarsi.

E finalmente la chicca. Secret Garden, che mi mancava… stupendo. Meglio scalare dal 6b in su però. tiri notevoli dal 6c in su. Data l’esposizione, andare in un giorno in cui si punta alla prestazione, visto che si gode di tanto tempo, sole dal tardo pomeriggio.