Archivio mensile:luglio 2016

Val Adamè – Adamè’ndo’ndo

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Anni di fervida attività di chiodatura soprattutto in Val Adamè, quella degli ultimi anni, e giusto un anno fa la premiata ditta Tomasoni – Amadio ci ha regalato questo itinerario bello, divertente (per chi ha confidenza con l’aderenza), piuttosto impegnativo.

Imperdibile questo fine settimana, tempo perfetto: caldo ma non troppo, nemmeno una nuvola prevista, aria secca. E io posso dichiarare il mio ginocchio ormai guarito, per cui non ho scuse per rimandare l’archivio della pigrizia e pensare di camminare oltre 2 ore per salire una via, ri-camminare oltre 2 ore… e insomma le solite cose, che purtroppo negli ultimi tempi non sono più così solite.

I grilli nel mio Iphone si mettono a cantare alle 5:20. I grilli sono la mia sveglia per quando si va a scalare. Alle 8:10 ci mettiamo in marcia lungo le Scale della Val Adamè: posso subito verificare che il ginocchio non fa più male, e godere del potente allenamento messo su in questo mese tra bici e nuoto allo scopo curativo. Bene… dal Lissone si passeggia amabilmente tra i prati, ci sono in giro un sacco di passeggiatori venuti dalla città a godere di questo posto meraviglioso e così accessibile.
Lasciato il fondovalle, in breve siamo sotto la placca, soli. Sono piuttosto stupita… l’anno scorso giravano le relazioni delle vie appena aperte, c’era un po’ la corsa alla prima ripetizione, era appena uscita la guida di Paolo Amadio “Le vie del Cielo”, e quando eravamo venuti per salire Sensazioni Adamelliche (vedi) c’erano 6-7 cordate in giro. Oggi, soli. Nonostante le difficoltà accessibili e la chiodatura recente e sicura, non stanno diventando di moda queste vie.

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Vabbè. Provo a salire il primo tiro e la mia baldanza si spegne di fronte al primo spit. Non è paura del volo, inibizione dell’ambiente, non è che non sono allenata (porco cane, sto anche scalando forte per i miei parametri), è proprio che non sono capace di salire questa placca in aderenza spietata. E’ proprio che se per 5 anni sul granito non ci vai (eccetto appunto quella via l’anno scorso) non sei più capace, è un altro sport. Vabbè, dai. Oggi mi limiterò a fare la subrette, la ragazza-atc, la brava seconda. Metto un po’ di muso ma non troppo perchè non voglio rovinare la bella giornata anche a Sandro, che avrà anche lui il suo bel da fare su queste placche.

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Paturnie a parte….
i primi 4 tiri sono per lo più di placca e caratterizzati da arrampicata in aderenza, equilibrio, movimento. Immagino Gianni Tomasoni, che è davvero bravo in questo stile, che andava su con il trapano. Complimenti. La chiodatura è un onesto S2, vuol dire che gli spit ci sono, che se puoi è meglio che ogni tanto cacci dentro un piccolo friend (dal micro allo 0.5 meglio portarli) che comunque c’è da stare all’occhio. L’obbligato è intorno al 6b e i gradi non sono regalati. Questa almeno la mia impressione con tutta la premessa di prima.
Dopo i primi tiri, man mano la roccia si fa più rugosa e l’itinerario si articola in un dedalo di tetti, diedri, placche più verticali ma più lavorate.
Potrei tentare di prendere il comando della cordata ma dichiaro la giornata ormai andata, non voglio rischiare di scornarmi nuovamente. Mi diverto e faccio foto a Sandro che a sua volta fatica si diverte e cerca anche lui di riassestarsi in modalità “granito”.

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Belli gli ultimi tiri, con roccia lavorata, in particolare il penultimo, entusiasmante. Salgo poi io l’ultimo tiro, dove purtroppo la roccia è ricoperta da lichene, sembra di scalare su una roccia incartata. Fa fresco qui, per cui firmiamo il libro di vetta dove sembra che la nostra sia la quinta ripetizione, la prima esattamente un anno fa ad opera di Ralf e Marco. 4 doppie comode ci portano alla sommità dell’avancorpo, e dato che abbiamo lasciato giù le scarpe, facciamo ancora una doppia su prato ripido.
Un momento di relax, passaggio di nuovo da Baita Adamè a riempire la bottiglia di acqua, e poi giù, accompagnati dal fiume che gorgoglia, in un pomeriggio assolato, in questo posto così pacifico.

Non serve la cronaca tiro per tiro, inserisco la relazione dell’autore:
Adamè’ndo’ndo
Buon divertimento.