Archivio mensile:ottobre 2016

Sopra e sotto Mandrea… Pepita e Soleado

IMG_0032Autunno meraviglioso e ancora diversi giorni di ferie in arretrato. Il mix per potersi concedere ancora una mini vacanza, tra lavori di casa e un po’ di relax, due giorni ad Arco riusciamo a ricavarceli con immenso piacere.

Ecco quindi che ci si trova al solito a sfogliare la guida e a cercare sui soliti siti qualche bella via da scalare, indecisi tra un vione lungo e qualcosa di sostenuto ma più breve. In effetti le ore di luce ora sono ormai sfavorevoli, a 10 giorni dall’equinozio d’autunno… vada per due vie senza esagerare.

Sandro propone Pepita, una (la più facile) delle vie aperte intorno al 2009 da Ivan Maghella e Danilo Bonaglia sulla solitaria parete del monte Biaina, ai “piani alti” sopra l’altopiano di Mandrea (per la relazione: Scuola Graffer. E io propongo Soleado, via sportiva dai gradi sostenuti, sulla parete di Mandrea (ben più nota e ripetuta, comunque la relazione è sempre su Scuola Graffer). IMG_0008

Seguendo fedelmente le indicazioni per l’attacco, senza difficoltà ma su un terreno pochissimo battuto raggiungiamo in una mezz’oretta la piastrina che segna l’attacco della via. Decido di andare avanti io così da evitare il primo tiro di VII+, ma oggi sembra non essere giornata, scalo impacciata e goffa, metto buone protezioni ma non riesco a fidarmi. Mi calo sotto la fessura dopo aver più volte tentato il passo. Penso che per oggi lascerò il comando a Sandro, che parte e risolve il tiro senza esitazioni.

Secondo tiro: la roccia cambia: superato lo zoccolo del primo tiro, si scala su gocce, bellissimo traverso, diventa tutto più divertente. Il tiro dopo è facile e da proteggere, vado e mi diverto, l’umore migliora, e ritrovo la gioia del movimento. Bene… ora inizia la sezione più impegnativa, la sequenza dei VII e VII+. Tocca a Sandro un tiro dalla partenza iper tecnica, dove scalare è un impegno e un piacere insieme.

IMG_0016E siamo sotto il primo tiro di VII+, quello che volevo evitare…. ma abbiamo ripreso il ritmo alternato, quindi, vado. Bellissimo tiro dove il passaggio chiave è su tacche piccole e distanti, il tutto ben protetto da chiodi artigianali che visto lo spessore non lasciano dubbi sulla tenuta. E viene tutto bene… Altro bel tiro in placca per Sandro e poi tocca a me anche l’altro, forse il più continuo e faticoso della via, un bellissimo diedro fessurato con faticosa rimonta al termine. Molto divertente e di soddisfazione. Non banale il tiro di uscita, e viste le caratteristiche “esplorative” sono contenta che tocchi a Sandro!!

Esplorativa anche la discesa. Prendere verso destra dapprima in salita, poi seguire deboli tracce fino ad un canale. Una traccia continua, ma non è da seguire. Scendere invece per il canale (noi abbiamo fatto un paio di volte avanti e indietro), e sul lato sinistro, dopo un centinaio di metri di dislivello, si trovano le fisse. Al termine, continuare a sinistra (faccia a valle), fino ad incontrare le fisse utilizzate per l’accesso.

Bella via su ottima roccia (prestare comunque attenzione soprattutto sul primo e ultimo tiro) ambiente isolato e selvaggio, ottime protezioni. Purtroppo i cordoni in via sono decisamente molto usurati e a questo giro non avevamo con noi coltello e altro per una sostituzione. Vista questa, meriterà andare a vedere anche le altre della parete.IMG_0035

Il giorno seguente con molta calma (tra cena e chiacchere con il fratello di Sandro che ci ha ospitati ci siamo un po’ tanto attardati!!) attacchiamo Soleado. Volevo una via su cui scalare come in falesia… eccomi accontentata. A partire dal terzo tiro, però. Primo tiro con attacco in “tree climbing” e roccia che non mi piace. Mandato avanti Sandro così mi scaldo. Secondo tiro, secondo me (e non solo) è il filtro: è solo 6b ma le protezioni sono belle lontane e obbligano passi molto delicati. 32 metri, 9 spit.

 

Di tanto in tanto mi volto a sinistra a guardare la bella e ardita Fiore di Corallo, dalla logica ineccepibile, una grande via che mi piacerebbe un giorno. Ma oggi siamo qui in tutta tranquillità a tirare tacche, e più su, qualche spit. La via sembra non finire mai…. è bellissima e piuttosto continua nelle difficoltà. Da seconda riesco a salire in libera il diedro del terzo tiro dato A0 eccetto per un voletto al passo di ingresso. Credo si possa dare 6c+. 2 resting sul traverso di 7a del quarto tiro, gli svasi e i piedi lontani mi mandano in ebollizione gli avambracci.

IMG_0041Sesto e settimo tiro si possono unire, altrimenti si può far sosta ad alla cengia. Per unire i tiri servono 22 rinvii. Io ho ignorato la cengia per sbaglio, e trovandomi senza rinvii e con forte attrito delle corde ho sostato su uno spit poco sotto il diedro finale del settimo tiro. Segue un tiro entusiasmante su gocce, che porta alla sezione con i due tiri che in relazione hanno diverso artif.  Da seconda scalo in libera quasi tutto il tiro eccetto i due spit di uscita (fin qui 7a/+??) il successivo, non provo nemmeno, tiro e vado. Mi sembra molto duro. Anche Sandro tira, quindi non sapremmo dare una difficoltà.

Fine della parte più faticosa, i tiri restanti filano lisci e veloci fino al bel prato sommitale di Mandrea, purtroppo anche l’acqua è finita, quindi senza tanto perdere tempo a guardarci in giro scendiamo per la bella passeggiata che ci riporta prima alla fontana, urgenza primaria, e poi alla macchina.

Bellissima due giorni, di quelle che ti farebbero voglia di continuare a vivere così…