Agaro – Fenomenologia dello Spirito + 2 tiri di Luci e Ombre

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Con Sara ci siamo conosciute in pizzeria una sera di inizio estate ad Arco, poi ha iniziato a scrivere sul forum e ci siamo messe d’accordo per arrampicare oggi, dopo che lei è riuscita a lasciare il pargoletto al compagno per una giornata. Decidiamo di tornare ad Agaro, dove lei è stata tanto tempo fa e io una giornata da quadro del romanticismo inglese, con nubi basse, aria tristissima e infine pioggia.
Stavolta percorriamo l’inquietante galleria di 2 km a piedi, sarà più lungo ma evitiamo di rifare la fiancata dell’auto per poi magari non trovare parcheggio di là.
Oggi il clima è favoloso, limpido, fresco al mattino e una lieve brezza rinfresca le nostre soste.
Abbiamo qualche via in mente, alla fine, passando sotto le pareti, decidiamo per Fenomenologia dello Spirito. L’ultima via di Agaro. Ultima nel senso che è la più lontana e per raggiungerla il sentiero non è affatto evidente, ci troviamo ad arrancare su un prato ripidissimo infestato da spine, buche, sassi. La via plasir bisogna guadagnarsela.
Scaliamo in alternato, parto io. Strana questa roccia metamorfica, meno male il primo tiro non è duro e posso abituarmi. Chiodatura decisamente non ascellare. Vedo gli spit uno dopo l’altro, continuo a salire, rinvio e vado avanti. Mi sembra di scalare da tanto tempo… a un certo punto una voce mi avverte che ho saltato la sosta. Mi giro e la vedo sotto di me su un terrazzino fuori via. Ah. Sara mi cala, salirà il secondo tiro con la corda dall’alto per i primi 3 spit.
Arriva e risale, poi tocca a me il tiro chiave, 6b+. Lo guardo e vedo che tra 6a e 6b la chiodatura non cambia. vabbè, devo andare. Salgo cercando i migliori equilibri, è impegnativo e divertente allo stesso tempo: penso che vorrei una presa per la mano sinistra, allungo il braccio, cerco un po’ e la trovo, mi sposto, ora seve un appoggio a destra… guardo e lo trovo. Scalata molto di equilibrio, dove la difficoltà è nel capire da sotto quale è la presa buona, bisogna sempre tastare. Spesso non è buona e bisogna farsela andar bene e stare sui piedi. Sono a 4 spit dal termine, mi si para davanti una placca liscia non prevista. Provo a vista, ma non trovo niente di buono per le mani e i piedi sono un po’ così. Mi tengo un’eternità su una tacchetta e iniziano a farmi male le dita, devo scendere allo spit e far resting. Riparto, continua a non esserci niente, devo mettere in conto che volerò, ma devo provarci… con 2 cose minuscole e sfuggenti in mano e i piedi su un brufolo mi alzo, altro passo aleatorio (e penso che ogni passo il volo sarà più lungo), finalmente la presa!! sollievo. Veloce mi alzo con i piedi in aderenza e rinvio. oh… che bello.
Altro passo difficile e psicologico per arrivare in sosta, poi finalmente mi rilasso.

Mentre Sara sale (e bene!) io penso un po’ al nome di questa via, perchè mai l’apritore l’ha dedicata a quel borbottone accademico di Hegel, il filosofo più odiato dai liceali, che solo all’università ho iniziato ad apprezzare. Mi sforzo di farmi venire in mente qualcosa della Fenomenologia, mano a mano i concetti saltano fuori. “il vero è l’intero”… “la tesi, l’antitesi e la sintesi, che comprende la posizione e la dialettica che si forma con l’opposizione”. Quell’intero ricco che è il superamento dialettico delle scissioni, fino alla loro vera comprensione.

Mentre medito e guardo il lago Sara è sul chiave, prova e passa, arriva in sosta, come me quando sono arrivata qui ha male ai piedi ma deve ripartire. Bel tiro, poi tocca l’ultimo a me, con passi in lieve strapiombo su roccia un po’ da controllare.
Con 3 rapidissime calate siamo giù, si beve e ci si rilassa, e decidiamo di salire un pezzo di Luci ed Ombre, sapendo che non abbiamo abbastanza tempo per finirla, ma abbiamo voglia di scalare ancora un po’. Rimettere le scarpette fa male! Un paio di tiri abbastanza lunghi, anche loro sempre continui e tecnici, ci caliamo e rientriamo. Stavolta siamo fortunate e a metà galleria ci raggiunge in auto una coppia, a fatica riusciamo ad aprire le portiere ed entrare.

Ci ripromettiamo di scalare ancora insieme, i progetti vengono fuori con facilità. Poi si parla dei nostri compagni, del suo bambino, delle pappe, della vita…

Un pensiero su “Agaro – Fenomenologia dello Spirito + 2 tiri di Luci e Ombre

  1. Sara

    Ciao Eva,ho visitato il tuo blog e….complimenti!! Che bella idea che hai avuto e soprattutto che belle gite!
    Grazie per la bella giornata di domenica, mi ha fatto piacere scalare con te e mi sono trovata bene, spero altrettanto dato che io non ho la tua esperienza!
    Appena riesco ti mando le foto…
    Ciao!

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