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Arco – Coste dell’Anglone, via Essusiai

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E’ da 4 mesi esatti che causa lavoro, inverno e impedimenti di varia natura non riesco a scalare una via, ne ho una gran voglia e al tempo stesso temo il confronto con quella EvaK che solo fino a pochi mesi fa scorrazzava da una parete all’altra senza più timori!
Ho una gran nostalgia della valle del Sarca, dei colori della valle, degli uliveti, del lago che sbuca solo per un angolo da dietro i Colodri, di quella luce calda e di quelle belle pareti che offrono una via per ogni gusto, grado, esigenza.
Per l’occasione non posso che chiamare il Gigi, che è ben felice di accompagnarmi nella mia ripresa. Lavorare fino a quasi le 20 il sabato sera, e doversi alzare alle 5 della domenica mattina richiede un grande sforzo di volontà…. salgo in macchina e sull’A4 mi sembra di tornare a casa. Ritrovo a Rovato, si aggiunge anche il nostro amico Lorenzo che è rimasto “a piedi” causa bidone. Bene, il terzetto è al completo! La via…. ah beh non l’abbiamo ancora decisa, abbiamo qualche idea ma i miei amici lasciano a me la scelta. E io non so che fare… sportiva, alpinistica, boh!! Mi prendono in giro. Alla fine propongo Essusiai, visto che Gigi l’ha già fatta ma non se la ricorda più. Coste dell’Anglone, 350 metri di via, non mi sembra troppo dura, ma del giusto impegno.

Parto sull’unico tiro di IV della via, aderenza su roccia sporca, tanto per avere un sano risveglio. Lorenzo non la pianta per tutto il giorno di fare filmini con la fotocamera. Io sono un po’ legata, del resto me l’aspettavo. Sono gli incoraggiamenti di Gigi che mi ricordano che so scalare, anche meglio di un anno fa, devo solo convincermene!
Sembra che mi sia dimenticata come si mettono i friend, fatto sta che un po’ di occhio l’ho perso, e quello giusto è sempre nascosto dove non si trova.

Dopo i primi 3 tiri lascio il comando a Gigi, la roccia grigia della parte bassa lascia il posto ai bei gialli sotto i tetti, e la via si fa decisamente estetica. Dopo 2 tiri e un raccordo riprendo io, non resisto alla vista di quella bella fessura che mi ricorda quelle salite in dolomiti…. Parto, bella serena, non sono più serena quando in assenza di protezioni visibili ho qualche dubbio sulla linea, Gigi suggerisce, Lorenzo ride. Vabbè lotta con l’alpe per mettere un friend 0.3 in un buchetto, traverso stupendo in placca (esposto e sprotetto), è bello finalmente dominare il coniglio che si affaccia, incrociare i piedi su bellissime gocce e uscire in sosta dopo un bellissimo tiro.
Tiro successivo, ora ho finalmente dominato il coniglio, parto, sono più sciolta, le protezioni sono piuttosto lontane, ma dove servono. Ostico passaggio su pilastrino strapiombante e svaso, resto aggrappata a una maniglia con i piedi penzoloni… ci penso, e salgo.
Lascio a Gigi i 2 tiri con i passaggi di A1, che risolve in libera visto che è alto quasi come Grill, io e Lorenzo saliamo un po’ meno allegramente. Ormai inizia ad essere ora di sbrigarsi, evitiamo altri passaggi di corda e sarà Gigi a finire la via, con un penultimo tiro in fessura e placca grigia, e un ultimo tiro più o meno di rito.

In cima la bella luce pomeridiana ci scalda, sono felice di questa bellissima giornata, ringrazio i miei amici, con cui non scalavo da tempo a parte domenica scorsa in falesia. Lungo il rientro a Rovato e poi per me fino a Milano, ma ne è valsa la pena. Direi non male come prima via della stagione (a casa quando guardo il sito del Grill vedo i gradi reali… forse se l’avessi saputo prima ne avrei scelta un’altra!!), la testa è stata quel che è stata all’inizio… ma è cominciata un’altra stagione!