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Arco – Parete di Mandrea: Molla tutto


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Questa settimana il tempo è brutto, Andrea è impegnato con il CAI e io ho un nuovo dolore alla spalla forse causato dalla fisioterapia…. sono veramente demoralizzata!! Poi magicamente (vabbè merito degli antinfiammatori)il dolore nel sabato diminuisce, provo qualche movimento al lavoro…. e mando un sms al Gigi: domani ad Arco sembra decente, che si fa??
Risposta. mi hai preceduto, volevo proporti Molla tutto.
Detto fatto. Ci troviamo e siamo in 5, il fortissimo Walter con un amico e io con Gigi e Lorenzo.
Purtroppo non succede che dopo la galleria di Limone il paesaggio si apra sereno, ma rimane grigio. Ci dirigiamo sotto la parete, come previsto da relazione abbiamo qualche difficoltà ad individuare l’attacco, al secondo giro lo troviamo. Parte Walter, io scruto il tiro e decido di partire. MAI partire quando vedi il Walter indugiare, vuol dire che è duro sul serio! Infatti arrivo al passo chiave e confermo l’ipotesi che si sia sbriciolato un appoggio. Non riesco neanche staffando a rinviare, non mi fido… vabbè farà Lorenzo, che poi tutto contento tirerà tutta la via fino al penultimo tiro.

Si mette a piovigginare, siamo protetti dagli strapiombi sotto di noi, scelta azzeccata e giusto timing. L’unica scocciatura è che il tiro chiave è bagnato e l’aderenza rende ancora più duro quel 6c che non sarebbe in ogni caso una passeggiata. Vabbè… io e Lorenzo rendiamo onore al lavoro dei chiodatori!! (azzieriamo).

Tiro in traverso, una risata dietro l’altra: parte Lorenzo, se lo fa tutto in un fiato da un rinvio all’altro, arriva in fondo e ci urla: se… l’è faticoso neh, ma isè el la fa apò me nono! La frase ci fa ridere per tutto il tempo che impieghiamo io e Gigi a fare il traverso. Quando smettiamo di ridere di quella frase i miei soci ridono dei miei brontolamenti e della fatica che faccio a togliere i rinvii dovendoci pure stare attaccata. Decisamente odio l’artificiale.

TIro successivo: deciso sapore alpinistico…. leggi: roccia così così, si sgretola, è piena di terra (bagnata) e di vegetazione (che va negli occhi).

Segue un diedro stupendo e i soci si incazzano perchè solo a me viene spontanea l’uscita, che loro sbagliano e si incartano. Insomma…. mi riscatto dalla figuraccia sul traverso!

Altro tiro un po’ insulso. Seguono due bei tiri sui gialli, si tratta di superare una serie di tettini, in un tiro che mi viene molto congeniale vista ormai (sigh!!) l’abitudine all’arrampicata fisica in palestra. Tira Gigi che fino ad ora è stato dietro, collega i due tiri in uno unico di una quarantina di metri (finiamo tutti con gli avambracci di piombo!).
In cima ci troviamo tutti e 5, ora si affaccia un timido sole
Discesa lunga e bucolica, ripassiamo sotto la parete, guardo il Pilastro Gabrielli e la via delle Fontane come possibili prossimi giri, e riguardiamo la nostra via appena salita.

Nel complesso giornata tirata fuori più che bene, la via merita, in altre condizioni potrebbe essere anche più divertente.