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Resegone, creste Nord

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Il meteo concede una giornata di tempo buono in una settimana di pioggia: impensabile arrampicare perchè tutte le pareti sono bagnate, penso ad un’escurisone a piedi, ho voglia di muovere le gambe!
Decido per le creste Nord del Resegone partendo da Versasio, e alle 11 di sera, quando sto ormai per spegnere il pc, mi accordo con Luca (Arteriolupin) che ha una giornata libera e ha voglia dopo mesi di inattività di fare un giretto.
Nel pomeriggio le webcam mostravano i monti puliti fino oltre 2000 metri, quindi preparo solo le scarpe da avvicinamento.
Arrivando a Lecco la mattina… sorpresa! Davanti a me vedo una Grignetta imbiancata fin sotto i Magnaghi. Acc!! Mentre salgo a Versasio scendono anche 2 gocce di pioggia. Altro che giornata buona!!! Ma sopra la Grigna si vede il cielo che inizia ad aprirsi, mai dsperare!

Bevendo il caffè Luca mi dice che preferisce salire a Erna con la funivia, è da 3 mesi che non riesce a prendersi una giornata per camminare e 1300 m di dislivello ora sarebbero troppi.
Saliamo quindi con la prima funivia alle 8:30, ci mettiamo in cammino e in una mezz’ora tranquilla siamo al Pass del Giuff, dove, poco sopra, inizia il sentiero di cresta. Il cielo si apre e ci regala stupendi panorami, davanti a noi il Monte Due Mani, poi un Grignone bello innevato, e dietro i monti Lariani.
Attorno ai 1500 metri inizia la prima neve, sono solo pochi cm che hanno spruzato il Resegone, ma tanto bastano per regalarci un ambiente fatato, in giro non c’è anima viva…. anzi… 3 camosci di cui uno proprio all’uscita della ferrata!
La salita è davvero piacevole, tante chiacchere con un amico che non vedevo da prima dell’estate, ci sono tanti argomenti di cui parlare, tante cose da raccontare. Fotografando e chiaccherando continiuamo il saliscendi, e alle 11:30 siamo in vetta. Corro al disco presso la croce dove sono indicate le cime visibili dal Resegone, ma niente. Nemmeno stavolta posso utilizzarlo perchè le nubi ormai hanno avvolto tutte le cime attorno, pare che solo qui splenda il sole.
E’ già una fortuna non essere avvolti nelle solite nebbie che accompagnano da sempre i miei arrivi in vetta a Punta Cermenati.
Dopo una breve pausa, scendiamo per un sentiero che non ho mai percorso, la val Caldera: molto selvaggia la prima parte sotto torrioni dall’aspetto dolomitico, purtroppo avvolti nelle nebbie e un po’ tristi. Poi un saliscendi nel bosco e arriviamo di nuovo al Pass del Giuff, e da qui rientriamo ai Piani d’Erna.

Escursione al Tita Secchi con papà

Sentiero n. 1 dell'Adamellovai al fotoalbum
Oggi pausa dalla roccia, e me ne vado a fare un bellissimo giro con mio papà. Da tempo ho voglia di vedere le vallate adamelliche, di camminare in paesaggi selvaggi. Sono posti desolati, solitari, ampie vallate attorniate di roccia scura, e io ho voglia di percorrere queste valli, non faticose, ma appaganti.
Scelgo una meta tranquilla ma lunga, come tutto del resto in Adamello: il rifugio Tita Secchi partendo da Bazena: solo 600 m di dislivello, ma la palina indica 2h e 50, segno che i km da percorrere sono davvero tanti! E ce li godiamo tutti, chiaccherando e ammirando quel che ci sta intorno.

Giungiamo al rifugio, il lago è ancora pieno di ghiaccio, tanti piccoli iceberg lo costellano, segno che la stagione quest’anno è ancora “indietro”. Mangiando al rifugio sfoglio il libro delle vie di roccia: non molto pubblicizzate a parte un paio di classiche, ma sono in un numero davvero sorprendente.

E’ la prima volta, da quando sono bambina, che camminiamo insieme in montagna. Ho sempre passato tanto tempo con lui da piccola, quanto poco ne ho passato in seguito a causa del suo lavoro. Ora, dopo tanti anni, sono io a portarlo a camminare…. e peccato che la mamma non possa essere con noi, purtroppo questo è un anno molto duro per lei.
Bravissimo papà, che dopo l’operazione al cuore di questo marzo, è stato tenace fino in fondo. Grazie papà!