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Finale, Bric Scimarco

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Prima discesa autunno-invernale a Scimarco, dopo la trasferta con Carlo a inizio maggio.
Condizioni: tempo brutto da noi, cosa si fa cosa non si fa…. dovremmo essere una bella carovana, ma tra una vittima di un virus stagionale e altri che decidono per altri posti, siamo io Chiara e Cecco, diretti a Scimarco, una falesia per me nuova.
Io sono in condizioni pietose da una settimana di allenamento e di troppo poco sonno, Chiara anche lei stanca dall’allenamento (stesso mio, la famigerata “tabella del Clod”). Venerdi dovevamo fare 9 tiri e al sesto, iniziando a cadere sui 6b, abbiamo ceduto alla tentazione di una birra al pub…

Però Finale è Finale e non si può non parlare di quando si attraversano le gallerie del Turchino e si inizia a vedere il mare, si passa il casello, ci si ferma alla Scaletta e immancabilmente si trova qualcuno da salutare…. ci si avvia verso la falesia e il contrasto del verde scuro della vegetazione con la roccia chiara-arancione ti scalda l’anima, questa sensazione di tranquillità e di vita serena pervade, non c’è niente da fare. Finale è questo. Tornare ogni qualche mese in un posto lontano dove però ormai, visto che ci vieni da anni, è una tappa fissa, Finale una specie di rituale per noi padani in cerca di sole tiepido e in fuga dal nostro grigio umido.

Bric Scimarco. Cecco ama come me e Chiara l’arrampicata tecnica verticale, sono certa che Scimarco mi piacerà. Oggi si scala a vista: quel che viene viene, altrimenti si passa ad altro. Lui ha chiuso recentemente un suo progetto, noi ci siamo date da fare, e oggi è ora di fare metri su tiri mai visti, in una falesia così bella che sarebbe un peccato incapponirsi su 30 metri quando ci sono così tante linee una più bella dell’altra!

Ci scaldiamo su un 6a. Poi via con i bellissimi e lunghissimi tiri:
Dita da cane, 6c
Cengia allegra, 7a
Festa del lavoro, 7a
Oltre Mitica, 6c+ (38 metri!)

Di questi chiudo solo Dita da Cane. Sulla storica e bellissima Cengia allegra mi tocca un resting perchè non vedo un buco…. peccato, un altro giro e l’avrei chiuso, ma oggi appunto si gioca a vista. Brava Chiara che passa!
Festa del lavoro è un calvario per entrambe, è più faticoso per noi piccole. La famigerata tabella del Clod echeggia per tutta la valle, probabilmente l’ira si sente anche dal Pianarella, dove ci rispondono voci come “molla tutto, recupera, parti”.Tipiche voci da climber su vie di più tiri. Bellissimo PIanarella arancione visto da qui. Mano a mano che passano le ore i colori si tingono di rosso e vorrei avere la fotocamera in sosta quando guardo il mare calmo, i 3 frati e tutta la vallata con i colori di un bel tardo pomeriggio invernale.
Nicola, che oggi è a scalare qui vicino allo Specchio, mi ha raccomandato di salire Oltre MItica: il tiro più lungo della falesia (unione di mitica e di 20 metri sopra). totale fanno 6c+ anche se la sezione impegnativa è il robustissimo 6c del primo tiro. Infatti è resting. Non ho più le mani che stringono le prese e solo con l’equilibrio dei piedi non mi fido a fare il passo per poi rinviare. Con esperta manovra rinvio lo “slungo” e poi faccio il passo, non difficile ma delicato e di decisione. poi su, fino in cima, un lungo viaggio tra buchi, lame, gocce per i piedi, traverso verso destra… bellissimo.

Nel frattempo oggi abbiamo fatto conoscenza con simpatici e piuttosto noti personaggi lecchesi, abbiamo chiaccherato e ci siamo scambiati opinioni sui tiri. La Suzzy, il cane di Chiara, è stata con noi tenerona e coccolosissima, a prendersi i complimenti di tutti gli arrampicatori. Noi abbiamo riso, ci siamo arrabbiate per non aver chiuso i tiri, Cecco ha chiuso vecchissimi conti in sospeso che ora passeggia con il suo solito aplomb e il suo sorriso sotto i baffi.
E la tabella del Clod ci aspetta per un’altra settimana, perchè (frase del giorno): l’allenamento è come un investimento, bisogna crederci. E un giorno la ghisa diventerà oro.

E Finale ci aspetta ancora, l’inverno deve ancora iniziare.