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Finale notturno e arrampicatorio

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Quando vengo a sapere che il 31 il negozio chiude alle 16:30 propongo un po’ per gioco ad Andrea di partire subito per qualche posto e scalare l’1gennaio…. poi non ne parliamo più, ma è lui a propormi di andare nel finalese, passare la mezzanotte su qualche cima facile da raggiungere, dormire in un b&b e scalare il giorno dopo.
Così la mattina del 30 con qualche telefonata rimediamo una camera in un borgo medievale all’interno di Albenga, Castelvecchio di Barbena. Studiamo un po’ qualche percorso e decidiamo di stappare la bottiglia in cima alla Rocca Barbena, raggiungibile in un’ora scarsa a piedi.

Il 31 arriva Andrea e noi 5 in negozio stiamo cercando di scacciare 2 sciure che non vogliono andarsene… con l’aiuto della collega “la tapparella funziona sempre” finalmente la capiscono e si precipitano a pagare, e noi ce ne andiamo!
Arriviamo ad Albenga e ci cacciamo nella prima pizzeria che troviamo, precedendo il turno del cenone, di cui ci sono evidenti preparativi: ci sevono 2 cameriere in abito da sera, io sono vestita da boulderista post arrampicata come al solito… vabbè il posto è davvero alla buona e anche se non lo fosse non siamo di quelli che si creano troppi problemi. Saliamo e ci sistemiamo in camera, in questo paese che dista solo una decina di km da Albenga ma sembra fermo a un’altra epoca.
Ci cambiamo e prepariamo lo zaino, un altro poco in auto e ci incamminiamo, verso le 23. Il timore è quello che arrivi mezzanotte e noi siamo persi nel bosco a cercare il sentiero…. invece è tutto bello segnalato, molto più facile del previsto (il tratto di roccette ci delude, è solo un passo!) e in 37 minuti siamo in cima, abbondantemente in anticipo. Tira una bella aria, ci ripariamo poco sotto la cima per tornarvi all’orario giusto. Il cielo è completamente stellato, purtroppo la mezzaluna che c’era è velata dietro una nuvola, mentre ai nostri piedi ci sono luci di paesini in tutte le direzioni. Le più grandi sono verso il mare, che di giorno di vedrebbe. Scocca la mezzanotte, Andrea estrae e stappa la nostra bottiglia di Ferrari, con anacardi e Pringles che a sorpresa ha messo per me nello zaino.

Ecco un brindisi stupendo, siamo felici di essere qui e non vorremmo essere a nessun’altra festa. E’ la nostra festa! Sapientemente evitiamo di bere troppo, dopo aver visto una quantità enorme di fuochi d’artificio decidiamo di scendere, attenti a non far esplodere la bottiglia ritappata (ogni tanto ci fermiamo a farla sgasare). Torniamo al B&B, terminiamo il nostro brindisi.

La mattina dopo su consiglio di Giulio andiamo a scalare alla falesia del Silenzio a Rian Cornei. Conscia delle difficoltà di reperimento dei sentieri il giorno prima ho fotocopiato al lavoro la pagina dalla guida per “estranei” (io ho la guida dei locals, che dice solo che a Rian Cornei in genere ci si perde….). La descrizione puntigliosa della guida non ci fa perdere e in mezz’oretta di sentiero panoramico raggiungiamo la bella falesia, ottimamente richiodata. Come sempre a Finale le bastonate si prendono sui tiri sotto il 6, quelli che si scelgono come riscaldamento ma che in realtà non sono più facili dei 6a. Misteri finaleros….
Dopo un paio di bastonate quindi è ora di alzare il tiro e i 6a vengono bene a vista…. invito Andrea a salire da primo, e inaugura l’anno con il suo primo 6a a vista e un 6a+ flash!! Nel frattempo arrivano due coppie con le quali casualmente ci si conosce di vista (il mondo è davvero piccolo!!!) e si passa una bella giornata a chiaccherare e scalare. Alzo un po’ il tiro, qualcosa viene e qualcosa no, come è giusto che sia.
Salgo l’ultimo tiro, un defaticante 6a old style, in placca e chiodato un po’ all’antica… mentre salgo dico ad Andrea “certo che ho sempre delle idee geniali”, perchè sta facendo buio e il tiro è duretto, lui ride, rido anche io e proseguo, passo dopo passo, per verificare poi che è il più bel tiro della giornata!
Torniamo insieme ai ragazzi ormai con il buio, contenti di questo bellissimo capodanno nato davvero all’ultimo, così ben riuscito.