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Madonna della Rota, nuovi giardini

Ero stata una settimana fa alla Madonna della Rota, non ci tornavo da oltre due anni. Avevo passato una bella giornata con ottime soddisfazioni (Ho una ragnatela nel posto sbagliato, 6c+, al secondo giro), e mi ero data un progettino, avevo deciso che prima di “smettere di esistere” durante il periodo natalizio, sarei tornata per Nuovi Giardini, 7a.

E’ la prima volta che ho davvero un progetto mio. mi si presenta l’occasione quando prendo 2 giorni di ferie, e casualmente entra in negozio Frigio, conosciuto in palestra, ormai mio affezionato cliente e amico. Gliela butto lì e accetta subito. Gli spiego del progetto e lui è felice di accompagnarmi. wow….

Come al solito non mi faccio alcuna aspettativa: non vado “per chiudere il tiro” ma per vedere com’è, non lo conosco, mi è solo stato raccomandato. Mi piacerebbe chiuderlo in giornata, perchè poi chissà quando ricapito da queste parti… ma poi chissà se sono all’altezza…

Giornata da periodo dei Morti con un mese di anticipo. Nebbia, nuvole, umido come se piovesse. Bar chiuso. Questo un climber serio non lo può sopportare…. arriviamo fino a Zone e alle 10:00 siamo gli unici clienti a chiedere un caffè e brioche: gli altri sono già al Campari. Livello. Le brioche sono finite e ci arriva in cambio una fettona di crostata con burro al 70%. ottima. Livello anche qui.
Arriviamo alla Rota e non c’è nessuno, Frigio se ne meraviglia, lui è abituato che a Lecco in qualsiasi falesia si vada in qualsiasi giorno c’è gente. Qui no. i Bresciani evidentemente lavorano di più, azzarda lui; no, è che oggi c’è un tempo di merda, concludo io.

Riscaldo su Girolimoni, 6a “robusto”.
Altro riscaldo su A la moda del muntagnì, un bellissimo tiro, 6b. Mi ricordo che “ai tempi” lo scalavo a fatica e solo da seconda. Riesco comunque a sbagliare l’uscita…. mi do insufficiente in lettura della roccia.
Ora di provare il tiro. Non so neanche bene quale sia… una scritta sbiadita alla base lo indica. Parto per mettere i rinvii. Il mio metodo di provare è andare sempre a vista fin dove riesco, poi mi fermo e studio.
Partenza scivolosa, che il tempo di oggi di certo non rende più simpatica. Però passo! Sezione più facile per arrivare alla cengia, divertente. Riposo e guardo, guardo e riposo, si possono anche staccare le mani. Magnesite sulle mani, riposo ancora, guardo bene almeno le prese chiave e cerco di capire la dinamica… poi chissà, una volta che ci arrivi sono sempre diverse da come le vedi sotto. Della parte finale capisco niente, è ancora troppo lontana. Vedremo una volta là, sempre che ci arrivi.

Riparto e cambio marcia. Non ho mai scalato così concentrata, mi posiziono, correggo le posizioni sbagliate cercando sempre il massimo equilibrio: alla Rota i piedi sono fondamentali, perchè le tacche non sono sempre così nette. La magnesite sulle prese aiuta a vedere da sotto dove devi andare. Frigio comincia a incitare… dai dai che sei fuori! (penso, ma fuori dove, qui è sempre più difficile!!!). Ma quando senti il tifo da sotto senti una forza che cresce….

Guardo poco più su: manca solo uno spit e la catena! Sono incredula, penso il meno possibile all’eventualità di riuscire, se no mi emoziono. Sangue freddo, mani salde. Sono a rischio volo e non me ne curo. Un movimento di destra dinamico… presa! ultimo rinvio. Mi si aprono le mani e sto sbagliando i piedi. Riesco a correggerli, la presa è buona e riesco a “sghisare” un braccio dopo l’altro, il sangue scorre caldo, lo sento arrivare alle estremità. via, 2 movimenti e mi esce un urlo di fatica…. ottima presa a sinistra della catena, rinvio incredula. Ho scalato in modo animalesco e cattivo gli ultimi metri, e ci sono riuscita! Frigio mi tiene così, attaccata alla catena fino a che mi rendo conto che ho chiuso il mio secondo 7a della carriera, e a vista.

Mi godo questo momento di felicità, mi stringe la mano ed è felice anche lui. Come sono felice io quando assicuro i miei compagni e chiudono i tiri.
Sono svuotata… è solo mezzogiorno e da un certo punto di vista la giornata mi sembra conclusa qui, ho datto davvero tutto. E ho capito tante cose in questi 20 minuti: ho capito cosa può fare la concentrazione, la testa libera, la determinazione, che qui mi sono stati indispensabili tanto quanto l’allenamento tecnico e fisico.

Non so se capiterà ancora, almeno a breve, un momento di grazia come questo. Sono cose che non arrivano facilmente, ma almeno ora so cosa cercare!