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Traversata Alta delle Grigne

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Sabato dall’ufficio non riesco a non sbirciare qualche webcam sapendo che gli amici sono in giro… vedo i Resinelli nelle nuvole, poi guardo le previsioni che non si sa mai…. a ovest danno bello!!! Non bellissimo, ma una camminata si può fare sicuramente.
Chiamo Andrea immediatamente: “traversata alta?”

Domenica alle 6 partiamo in auto sotto il diluvio, ma con una timida speranza che le previsioni siano veritiere. Quante volte avrei voluto fare la traversata alta delle Grigne, poi sempre rimandata per fare altre cose, spesso arrampicatorie.
Ai Resinelli è nuvoloso ma molto limpido, la nostra è l’unica auto nel parcheggio, oltre a quella della rifugista del Rosalba che sconsolata si avvia verso il rifugio con un enorme sacco di pane, che forse oggi sarà di troppo. Alle 8:25 iniziamo a salire, prendiamo la Cermenati, il sentiero più breve e diretto per la cima. E’ l’unico sentiero che non ho mai percorso in salita!! L’ho sempre abbandonata al traverso per i Magnaghi, oppure l’ho presa uscendo dal Cecilia poco sotto la cima. Sosta all’altezza dei Magnaghi, è bello disegnare con la mente le linee già salite e cercare di capire dove passano quelle che si vorrebbero salire.

Alle 9:40 siamo in cima, dove soffia un’aria fredda ma si vede verso ovest che il tempo promette bene. C’è una strana atmosfera oggi, silenzio assoluto, colori vivi ma freddi, la Grignetta ha un’aria molto seriosa. Andrea mi prende in giro per il mio stile leggero… facendo lo zaino in 3 minuti ho messo dentro solo un pile, la giacca a vento, 1 litro di acqua e la fascia per i capelli. Niente guanti, niente berretto…..
Senza indugiare scendiamo lungo le catene che portano al canalino Federazione. Le catene sono gelide, soffio sulle mani per scaldarle. Nel canalino c’è neve residua e la palina indicatrice è stata incrinata dalle intemperie invernali. Scendiamo con attenzione sulla neve, poi seguiamo l’evidente traccia per il buco di Grigna, ancora pochi metri e siamo nel punto più basso della traversata. Scesi questi 400 metri, ne risaliremo altri 600 per arrivare in cima al Grignone. La Grignetta è austera dietro di noi, il Grignone ci aspetta pacifico dietro i 3 scudi. L’ambiente è magnifico, le Orobie sono funestate dal maltempo, il Monte Rosa è splendente sotto il sole che c’è a Ovest, il lago inizia ad essere illuminato dal cielo blu. Camminiamo guardandoci intorno, sono contenta di essere qui. Il Rosalba è in una posizione fantastica, da sotto domina i torrioni occidentali della Grignetta e si intuisce bene il percorso della cresta Segantini.

Il Brioschi sta in una posizione per cui lo vedi da lontano e sembra vicino…. in realtà la strada da fare è ancora parecchia. Ci arriviamo puntuali per l’ora di pranzo.
Dentro ci sono poche persone, che parlano di invernali alla parete Fasana e altre salite impegnative, mentre guardano un dvd del Melloblocco. L’alpinista contemporaneo può essere un week end magari ad aprire una via chissàdove con una manciata di chiodi e il week end successivo in jeans e berretto al Mello.

Iniziamo la discesa e il cielo si apre, la discesa dal Grignone è una piacevolissima camminata in un vallone verde smeraldo, costellato di fiori dove l’unica musica è il fischio di tante marmotte ben nascoste. Ci godiamo il paesaggio: veniamo da rocce buie sotto le nubi, ora siamo sotto il sole e il cielo terso su un prato verde. Raggiunto il Pialeral non resta che iniziare la traversata bassa. Vedo la costa della Grignetta che dobbiamo raggiungere, distante qualche km da dove siamo ora. Come mi era stato detto un pomeriggio al 2184: la Traversata bassa…. se ti metti a testa china e non ci pensi passa via veloce. In effetti la cosa psicologicamente pesante è risalire questi 400 m su sentierino facile dopo tutto il giro già fatto. Ma passa via bene, è piacevole nel bosco fresco.
Arriviamo nei pressi dell’attacco della cresta Sinigaglia,ora si cammina in piano su prati verdi, sole, la Grignetta alla nostra destra. Non riesco a descrivere quanto mi emozioni questa vista, forse la sorpresa di questo sole amplia la percezione del piacere del paesaggio.
L’estate scorsa ero passata di qui un tardo pomeriggio di rientro dall’arrampicata, non avevo con me la fotocamera e mi era dispiaciuto. Ora la luce è diversa, è presto (sono circa le 15:30), è pieno di fiori gialli, non posso non fermarmi a cercare di fotografare le angolature migliori.
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Difficilmente mi capita di uscire di casa per fare una camminata in montagna. Credo non più di 2-3 volte l’anno. Forse questa rarità fa sì che ogni volta sia particolare…. cammino e ho tempo di pensare a quello che voglio, non ho pensieri sulla via da percorrere. Mi sono goduta appieno questa traversata che mi ha fatto conoscere qualcosa in più delle montagne dove sono “cresciuta” (alpinisticamente). Oggi sono stata in più momenti stata pervasa da tutto quello che la Grignetta mi rappresenta, per me è come tornare a trovare una vecchia zia, un’amica che mi conosce bene.
Qui ho fatto le mie prime esperienze di arrampicata, timida e titubante. Qui in diversi anni ho incontrato persone, alcune le frequento ancora, altre no, qui vengo e sono certa che qualcuno che conosco incontrerò (succede immancabilmente), qui ho stretto amicizie importanti, ho pianto su una spalla amica, ho riso di gioia, ho fatto tardi in vetta per scendere con il tramonto o sono corsa a rotta di collo ai Resi sotto la grandine.
Quanti brindisi dopo una bella giornata, perchè dopo una bella giornata hai voglia di pensare ad altre ancora più belle.