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Un sogno realizzato: Kundaluna

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Ho visto la Val di Mello solo l’anno scorso, scendendo dal sentiero Roma in un affollato giorno di agosto… ma tanto ho letto e tanto ho visto che non potevo non desiderare di venire ad arrampicare qui, e soprattutto, come la maggior parte degli arrampicatori, il sogno era Luna Nascente, un obiettivo lontano, ancora dai tempi del corso roccia.

Poi qualche settimana fa se ne inizia a parlare con Luigi, durante la nostra prima via insieme ai Magnaghi. Luigi conosce bene la valle ma non la frequenta da anni (tanti) e desidera tornare a ripetere queste vie e per la prima volta concatenarle (Luna e Kundalini).
Giacco è un friulano “immigrato” a Lecco, amico comune, che dopo varie vengo-nonvengo, vengo e trovo un socio, si unisce e facciamo cordata a 3. Ha già salito Luna 3 anni fa.

Solo che il programma è più ambizioso rispetto a quel che mi ero permessa di sognare da tanto tempo…. sarà una costante di quest’estate avere in mente una cosa e finire poi a farne una più grande.
Passo la settimana prima a leggere, guardare pensare, sarò in grado, no boh forse ma come ne uscirò ecc ecc. La notte prima quasi non ci dormo, pensando a quei 18 tiri per quasi 800 metri di arrampicata. Su un terreno a me ignoto. Inizio a pensare che il mio nuovo compagno di cordata non sia del tutto registrato, o che abbia una inspiegabile e immotivata fiducia nei miei mezzi.

Il giorno prima i compagni lasciano scegliere a me, che sono geograficamenet svantaggiata, l’orario di ritrovo. Propongo le 5:30. Si lamentano che è troppo presto…. Arrivo a casa di Luigi e li trovo belli svegli, e con i suoi racconti d’antan risalenti al periodo gueriniano della valle arriviamo alle 6:45 x la colazione, stacchiamo il biglietto del parcheggio e si da il via al mercatino dei materiali. Tra una risata e l’altra, il Nuovo Mattino entra dentro di noi, lo spirito della valle ci pervade e si attacca.

Per me è una vera folgorazione: praticamente non ho mai arrampicato su granito, l’unica esperienza di arrampicata in aderenza sono 3-4 vie a Rogno e la Faustinelli al Corno di Lagoscuro… ma arrivo al tiro della serpe sfuggente che inizio a prenderci la mano e mi diverto un sacco.

Si sale, si fotografa… io decido per il momento di andare tranquillamente da seconda, l’arrampicata in fessura è per me nuova e devo “resettare” i movimenti dell’arrampicata.
Finiamo Kundalini, mezz’ora di pausa nel boschetto, bevuta, foto e andiamo all’attacco di Luna dopo aver fatto acqua al torrente.

Varie acrobazie sul primo tiro di Luna, per me il primo staffaggio e dopo aver invocato il rosario arrivo in sosta.. seguita da Giacco che sapientemente mette una seconda fettuccia. Poi si prosegue, sempre più bello, finalmente padroneggio i movimenti da fare in fessura e salgo senza più fatica, che bello che bello che bello!!!

I piedi cominciano a soffrire sul serio, le soste di Luna sono quasi tutte scomode, e in 3 tocca trovare equilibri precari, stando in sosta per lo più a piedi nudi.

Passato l’occhio di falco, mi vengono porte le corde per la famosa fessura successiva, vista tante volte in foto e finalmente me la trovo davanti. Lo considero un bel regalo da parte dei miei compagni. Fatto questo tiro, riprende il comando Luigi (pioviggina per 5 minuti e fortunatamente smette subito), e io e Giacco dietro a gara a chi arriva prima all’uscita.

Ore 17:55 un grande abbraccio in vetta (beh loro si danno la mano), 10 minuti ognuno con i suoi pensieri e si scende, sentendo lontani i tuoni sulla Valle dell’Oro.
Discesa per me funestata dai crampi alle gambe, ma alle 19:30 siamo giù, dopo aver attraversato il torrente perchè Qualcuno non ha voluto fare la deviazione….. bel bagnetto gelido e a 100 m dall’auto inizia a diluviare. Ma siamo divertiti, contenti, stanchissimi ma felici di aver condiviso questa magnifica salita.

Un grande enorme grazie ai miei compagni, una giornata che ricorderò sempre come incredibile!