Archivio mensile:giugno 2015

Parete NE monte Pizzocolo – via 40° CAI Bozzolo

Il Pizzocolo è quella montagnotta di meno di 1600 metri che sorge nell’entroterra tra Salò e Toscolano Maderno, a metà strada tra Brescia ed Arco. Quella montagnotta dove noi bresciani bene o male abbiamo tutti fatto qualche scampagnata, ci sono ferrate, c’è un rifugio e ci sono 3 creste carine e divertenti, si può salire in bici…

E poi ha una parete nord, e una parete Nord Est, affacciata quest’ultima sulla selvaggia e verde valle delle Camerate. Praticamente si sale in auto come per la solita famosissima cresta (o spigolo) del Monte Castello di Gaino, per molti di noi la prima avventura con ferraglia da alpinisti.
Bene, su questa parete, che si vede maestosa seguendo in auto la tortuosa strada verso l’agriturismo San Lorenzo, Ivan Maghella ha recentemente tracciato due itinerari. Saliamo la via 40° CAI BOZZOLO.
Troppo caldo per andare ad Arco? temi le code del rientro? non vuoi andare lontano? hai vinto una gita sulla NE del Pizzocolo. Ivan ha pubblicato la foto della parete e del tracciato su fb, un giro di telefonate e di email e veniamo forniti delle indicazioni necessarie per raggiungere la parete.

E via. Mi lego con la cordata di gran lustro VYGER-Ralf. Non volendo togliere smalto alla cordata, io spolvero la mia bella e poco utilizzata fotocamera pregiatissima e con quella faccio la turista giapponese. Così per una volta torno a casa con qualche fotografia, che con l’iphone ho sempre paura che mi voli in qualche abisso…

Giornata spassosa pur su un terreno esplorativo, dove le tracce sono molto ben segnalate, ma il terreno non è proprio una comoda mulattiera. Un’ora e un quarto di sano ravanage e si arriva all’attacco. A metà Ralf dichiara di aver capito perchè la gente va ad Arco e non sulla NE del Pizzocolo.
La via: roccia a tacche rugose e quasi abrasive nella prima parte. Nella seconda parte la roccia si fa più slavata. Tiro chiave l’ultimo, su svasi slavati (7a). Ralf in grande spolvero passa a vista. 250 metri di sviluppo in 8 tiri. Discesa con 6 doppie.
Gradi omogenei tra il 6a e il 6b+, ultimo tiro 7a. Gradazione bella stretta, mediamente 3-4 spit a tiro, il resto da proteggere con friend. (10 fix sull’ultimo tiro, dove comunque c’è da pedalare). Roccia Nel complesso buona, ma in alcuni punti decisamente delicata. Qualche tratto arboreo in prossimità delle soste, comunque ben attrezzato con una fissa (altrimenti molto pericoloso per il capocordata).

Bell’avventura a pochi km da casa. Grazie a Ivan, per il lavoro e per la gentilezza, come sempre. Grazie ai soci, Ralf, con cui mi legavo per la prima volta, e Zandro (come lo chiama Ralf).

Primi quattro tiri per Zandro, questa è la placca di “5b” (vabbè) del primo tiro.

Ralf assicura….

Pota…
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il “contorno”

come ai vecchi tempi… mancano solo le scarpe chiodate e “som a post”. In teoria è 6b+, ma la partenza dalla sosta è sembrata a tutti “un po’ secca”

Ralf dice che nei tiri di V si può andare a piedi nudi..

Tiro chiave. Partenza “6a” (sempre… vabbè), poi 7a. Intanto Zandro consiglia di fare “trec, poi trec” e tric e trac, e vabbè con nonchalance Ralf passa e sgrada.


Per dovere di cronaca… la coda del rientro del ponte del 2 giugno l’abbiamo beccata in pieno, ci siamo presentati sulla gardesana in perfetto timing dei rientranti. Pace.