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Butta al TMC e Bartesaghi al TMS


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E’ lunedi, sono in ufficio e ricevo un mp da Giacco, conosciuto al raduno in Grignetta a fine maggio. Qualcosa come “venerdi, se non hai niente di meglio da fare o se ti crolla l’ufficio sulla testa, vieni a fare un giro in Grigna?”
E come rifiutare! Avevo proprio voglia di allungare un week end, liberare la testa e fare qualcosa! Avviso il capo e il giro che decidiamo è la prosecuzione di quello lasciato a metà con Luigi la settimana prima.

Giacco è un tipo simpatico e alternativo, friulano trapiantato a Lecco da circa un anno.
Arriva al Coccinella a Ballabio con un’improbabile auto vintage che deve averne vissute tante… ma non è sua perchè lui la macchina non la vuole, è una sorta di comodato d’uso concesso da un suo amico che lavora dall’altra parte del globo. Carichiamo la mia roba e saliamo fino all’acquedotto. Saliamo per la noiosa cermenati raccontandocela su, il tempo è bello ovunque ma per noi è la solita giornata da Grigna, con il sole alternato alle nubi e alle nebbie. La nebbia ci avvolge mentre arriviamo alla base dei Magnaghi, che lui conosce poco. Con una bella ravanata tra vari canali finalmente troviamo quello giusto dell’attacco, rifiutandoci di fare una telefonata a Lecco per l’aiutino da casa….

Oggi ci aspetta una giornata di pace, è venerdi e non c’è in giro quasi nessuno, solo 3 pensionati che saliranno la Gandini al Secondo Magnaghi.
Unisco i primi 2 tiri, come è uso fare, sono 60 metri di IV+ verticali e divertentissimi. Segue per Giacco il tiro chiave, il traverso cattivo di VI+ che fatica non poco a trovare. Quando tocca a me ho le mie diffcoltà su un passaggio in spaccata al limite delle possibilità delle mie gambe, ma arrivo in sosta. Un bel camino è il mio tiro successivo, mentre l’ultimo tiro prevede di salire un canale ravanoso e poco invitante. Dato che il torrioncino sopra di noi ha l’aria di essere scalabile e divertente, decidiamo per creare una variante su questo, più a sinistra della via originale. La nostra variante merita davvero! Ora che siamo fuori dalle difficoltà esce un bel solettino e arriviamo in vetta contenti della bella scalata.

Percorriamo il traverso e la discesa per giungere alla base del Torrione Settentionale, dove abbiamo scelto di salire la Bartesaghi, 4 tiri massimo V, che però per orgoglio ed emulazione dei grignaioli veri decidiamo di unire in 2. Pare che a Lecco ci sia una sorta di gara a chi percorre le vie in meno tiri….
Parto io, la via è davvero divertente, non impegnativa, ammanigliata, protetta il giusto. Insomma tutto quello che uno desidera per arrampicare in pace con sè e con il mondo, un piede dopo l’altro, una mano dopo l’altra. Ogni tanto mi giro e vedo Giacco in posizione spiaggia che mi fa sicura…. effettivamente la base del torrione è un mondo a sè, larga e comoda, circondata da guglie attorno.
Uno strapiombetto e arrivo in sosta al secondo tiro. Recupero e tocca a lui che chiude la via unendo i 2 tiri successivi. Ci siamo proprio divertiti su queste 2 vie! una bella pausa, incontriamo ancora i signori di stamattina, e nel far su la corda una mia scarpa si allontana da dove l’avevo lasciata per imboccare un canalino.
Tocca a Giacco, munito regolarmente di 2 scarpe ai piedi, andare a fare il recupero, così che io non sia costretta a scendergli a spalle.

La discesa è comodissima, niente doppie, si scende per tracce fino al Sigaro, dove solo 6 giorni prima avevo invano cercato un riparo dalla grandine e dove ora il sole ci regala tutt’altra visuale. Traverso per la Cermenati chiaccherando allegramente di bicicletta, stili di vita alternativi e altre amenità fino alla macchina.

Tanto per fare un po’ di invidia a Slowrun lo chiamiamo e lo convochiamo per una bevuta insieme al solito bar degli arrampicatori.
E dopo i racconti, si passa ai programmi…. uno è già per questa domenica, mentre l’altro è per me decisamente ambizioso. Ed è così che tra una settimana farò la conoscenza del granito della Val di Mello per la più classica delle combinate! Ma questa è un’altra storia…

Gasomania al Sigaro e Vitali TMM

Sigaro
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Quante volte dal 2004 ad oggi ho guardato la sagoma del Sigaro, da qualsiasi angolatura. Ma per un motivo o per l’altro non ci sono mai salita, eppure ormai qualche via in Grignetta l’ho fatta, anzi la posso considerare un po’ la mia montagna di casa, le sono molto affezionata.

Da qualche settimana sono in contatto con Slowrun per fare una via insieme un giorno, poi vari impegni l’hanno impedito, ma un bel giorno mi chiama e mi chiede se sono libera di sabato. Le previsioni sono a dir poco scoraggianti, io dovrei anche andare al matrimonio di un collega….. ma sto cercando di uscire da un periodo difficile e mi dico, massì andiamo… chissenefrega del matrimonio (odio i matrimoni, soprattutto tutto quel che ci sta intorno) e del tempo, beh questo meno chissenefrega, ma al limite si farà qualcosa di breve.

L’mp di Luigi del giorno prima propone un programma bello intenso: Gasomania al Sigaro, Vitali al Magnaghi Meridionale, Butta al Magnaghi Centrale e Lecco al Settentrionale…. la fiera del VII grado… accetto sapendo che con la sua esperienza mi saprà senz’altro parancare al bisogno, ma anche sapendo di fare una gran figura di m….

Arrivo a Lecco sotto un cielo plumbeo, nubi cariche di qualsiasi cosa. Timidamente provo a proporre una via al Medale: vicino, accesso rapido, basta la mattina. Ma ancora non conosco l’ottimismo irrazionale dello Slow…. “ma no dai, vedrai che tiene, su, conosco bene i miei posti!! Dai dai che in un’oretta siamo all’attacco, poi si vede lì”. Beh cosa vuoi dirgli…

Arranco per tenere dietro al passo dell’ex trailrunner, maratoneta ecc ecc ed in effetti in un’oretta siamo all’attacco. “Oh… senza zaino eh, tanto lasciamo tutto qui, tanto ci si ripassa”. Io ero abituata a uno stile molto più caiano ma va bene. Guardo perplessa l’attacco in una specie di camino tetro, guardo con preoccupazione i due fix a distanza siderale (soprattutto il primo è a 10 m da terra), guarlo Slow che si cambia le scarpe tranquillo e penso bon, fatti suoi. Tanto ‘sto qui è forte…  Io in qualche modo salirò.

Sale il primo tiro di Gasomania abbastanza tranquillo, anzi a vederlo sembra quasi facile. Quando tocca a me invece non lo sembra più, mi scappa tutto di mano (è bagnato), non capisco come usare la fessura svasa, ho freddo alle mani…. vabbè dopo un’intensa lotta arrivo in sosta e ho la bollita alle mani. Ora tocca a me. Ho l’onore di salire in alternato su Gasomania (grazie.. i tiri sono VII, VI-, VII, IV). Per l’evento spunta anche un’occhiata di sole che ci accompagnerà fino alla croce rossa caratteristica del Sigaro. Per rimettermi dalla vergogna della fatica che ho fatto scalo benissimo. Il secondo tiro è in realtà più facile di VI-, molto carino e molto poco protetto.

Il terzo tiro è davvero entusiasmante, e anche duro. Passato questo resta il divertente tiro di IV+ e siamo in vetta. Esigo una foto di vetta visto che per me è la prima volta sul sigaro e la cosa merita un ricordo.

CI caliamo poi con spettacolare calata, e attacchiamo la Vitali. Primo tiro non si sa il grado (viaggiare con le relazioni in tasca è una cosa troppo scontata….. beh poi a casa saprò che era VI, il mio primo VI in grigna!) comunque tocca a me perchè il secondo e ultimo tiro è VII. Un bel tetro camino mi aspetta. Ci metto le mani, mi giro verso lo Slow e dico: mah. è tutto svaso…. salgo circospetta pensando che prima o poi gli svasi lasceranno il posto alle solite belle prese nette della Grigna… ma questo avviene dopo una bella 20ina di metri sulle uova di questo diedro-camino scuro e in ombra. Una bella traversata esposta mi porta in sosta. Segue il tiro di VII, più facile però dei tiri di Gasomania (il grado è effettivamente un’opinione). Percorro io gli ultimi 40 m di cresta fino alla ben conosciuta vetta del torrione.

Non si sa che fare, il cielo si è richiuso.

Luigi propone di scendere, fare il traversino al II Magnaghi, portarci in traversata alla base del Terzo e salire la Lecco. A me il giro sembra troppo lungo e propongo (senza sapere dove attacchi la Butta) di scendere in doppia alla base e vedere il da farsi, nel caso saliamo la Butta. Insomma oggi che sono legata a un settimogradista tanto vale….

Sorvoliamo sul metodo Slow per le doppie…. deposito i piedi alla base del torrione e… toc… qualcosa sul casco toc toc toc non sono sassi ma è grandine. Tempismo perfetto. Nella sfiga calcolata di una giornata instabile, quanto meno fa brutto quando siamo fuori da qualsiasi via e non ci sono problemi per il rientro. Di corsa scendiamo verso l’intaglio, Slowrun più di corsa di me e si offre cavallerescamente volontario per andare a recuperare gli zaini poco più a monte nel Porta. Grandina a catinelle. Non ho mai amato la cresta Cermenati come oggi, non l’ho mai percorsa in così poco tempo in discesa. Il cavaliere incappucciato e fradicio si scusa… è dispiaciuto per la brutta piega del tempo, io ostento sicurezza alpinistica: beh ma che vuoi che sia secondo te non l’ho mai presa?? sì… penso… però almeno non l’avevo cercata! Ma mi viene solo da ridere… Arriviamo alla macchina fradici fino alle ossa, con poco o nulla per cambiarci. Ho un paio di pantaloni prettamente estivi e metto quelli, che però si bagnano sfiorando la corda. Ma alla solita birretta e pizza del Forno non si può rinunciare! E’ il luogo dei racconti, dei sogni, degli incontri.

E infatti…. questa salita è stata un vero e propiro battesimo!