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Ailefroide – Snoopy Directe

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Il meteo e accidenti vari fanno naufragare la Nord del Gran Paradiso di Andrea e il week end mellico per me e Carlo. Solo che a me capita molto di rado di avere un intero week end a disposizione, non voglio stare a casa! Quasi per scherzo chiedo ad Andrea se gli va di tornare a Briancon, pare che ovunque il meteo domenica sia orribile (come ormai quasi sempre) mentre là sembra che le cose siano migliori.
Del resto si narra che Briancon goda di un microclima con 300 giorni di sole l’anno… mah…

Si parte! In auto anche la tenda, dormiremo al campeggio di Ailefroide, un grande bosco, semplice e ameno, in pratica occupa tutta la grande piana prima del parcheggio dove la valle si stringe e partono i sentieri.

Decidiamo la via: Snoopy Directe, sulla parete denominata Fissure d’Ailefroide, dove la prima via della zona è stata aperta da Lionel Terray e sale proprio nell’enorme fessura con un gioco d’incastri. Poco attraente per noi “moderni”, ma vedere quella fessura che taglia regolarmente in due una parete di 300 metri è decisamente impressionante. Arrivati al parcheggio sentiamo parlare solo italiano…. scuola del Cai di qualche sezione torinese…. sento che vanno tutti al Palavar, bon, meglio così.
Un po’ li invidio perchè loro scaleranno al sole, e noi in una parete nord, ma io sarò sulla via del mio personaggio preferito, una via dedicata a Snoopy onn potrà non piacermi! Attraversiamo un prato verdissimo, giungiamo sotto la parete, cerchiamo l’attacco, ben segnalato da una bandiera francese (qui si usa così, avevamo già visto). W la France…

Paklenica insegna. Oltre ai rinvii ci portiamo anche qualche friend, visto che sulla carta un paio di tiri potrebbero darmi dei pensieri a passare. Poi sarà del tutto inutile, la via è ben attrezzata.
Nel frattempo assaporiamo il fatto di essere completamente soli su tutta la parete, che bello, questo è scalare.

Partiamo, i primi tiri alternano placche a fessure atletiche, mi diverto su uno strapiombo dove le prese fuori sono nascoste. Nel frattempo ho male ai piedi, costretti nelle Miura visto che le solite Vapor da granito sono a risuolare. Mannaggia proprio questa settimana le dovevo lasciare??

Quarto tiro, il tiro chiave di 6b, fino ad ora e anche dopo, la via è continua sul 5c-6a. Inizio su una tremenda placca, poi la relazione parla di una fessura molto atletica.
Il tiro è davvero entusiasmante, prima equilibrio, poi una specie di ribaltamento mi porta a prendere una lama, si segue la lama, e un diedro porta con un bel passo alla sosta.
Nel frattempo mi sorprendo del fatto che stiamo sempre scalando con il sole dritto davanti a noi, infatti è quasi impossibile per il secondo fotografare (ma anche guardare) il primo… ma non era Nord?? Andrea mi ricorda che siamo a Giugno… vero, il sole è altissimo.

Arrivano gli ultimi tiri, quelli che la relazione definiva più “cuchè” (appoggiati). Alla faccia del cuchè. Aderenza spietata, un intenso dialogo tra me, Newton e Vitale Bramani che ha inventato la gomma che ho sotto le scarpe.
Intanto i piedi fanno male, ma proprio adesso doveva arrivare l’aderenza?? beh 2 tiri così, l’ultimo digrada verso il bosco, una cimetta molto amena con alberi e praticello.
La vista spazia dalla valle verdissima, alle cime dei dintorni fino al ghiacciaio del gruppo degli Ecrins.

Scendiamo. se sbaglio muoio, è vero. Dopo 50 metri dei bel sentierino, bisogna attraversasre un letto di torrente (con piccolo torrente) su terreno ripidissimo e friabilissimo. 20 m sotto il torrente fa un salto di un centinaio di metri. In questi anni di discese brutte ne ho fatte, ma questo breve tratto merita una buona pole position…. con calma e sangue freddo passiamo il torrente, raggiungiamo una parete espostissima su questo salto, ci sono degli spit per passsare protetti, ma la roccia è buona e andiamo slegati. Poi compaiono alcuni cavetti e il sentiero diventa una cosa normale.
Arriviamo al prato assolato del mattino, bellissimo posto.
Lasciata l’attrezzatura in auto, andiamo a prenderci la meritata birretta al negozietto vicino al parcheggio, che vende di tutto e fa anche un po’ da bar. Ci rifocilliamo di snack alle erbe provenzali, immancabili quando vengo in Francia!

Prendiamo posto nel camping dopo esserci iscritti e aver pagato ben 6 euro a testa. Una doccia e andiamo a mangiare qualcosa nel paese più vicino, Vallouise.
La mattina dopo apriamo la tenda e ci troviamo in mezzo a nuvole gonfie di acqua. Forse qualche ora tiene, ma sono veramente stufa dell’ormai solita trafila “attacco la via, vedo dove arrivo – inizia a poivere – ritirata alla veloce”.
Insisto un po’ per andare in falesia, torniamo a Prelles, bella falesia di quarzite che già avevamo visitato e dove avevo un paio di conti in sospeso. Tra l’altro il tempo qui è anche un po’ meglio. Fatto qualche tiro e sistemati i conti (un 6c e un 6b+ che l’anno scorso non avevo proprio capito come prendere!) si mette immancabilmente a piovere.

2 passi a Briancon, e si torna verso casa. Anche stavolta pioggia, ma contenta di essere tornata in un posto dove meritava tornare, e dove vorrei tornare ancora, magari per vie più in quota e più alpinistiche.