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Corma di Machaby – Diretta al banano


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Andrea mi ricorda che da tempo volevo salire Bega alla Corma di Machaby, o paretone di Arnad. Senza tanto pensarci gli dico che è vero, prepariamo la roba e partiamo per il paretone. Velocemente controllo sabato prima di andare a dormire una relazione, una delle vie più belle, ma decisamente impegnativa anche per la chiodatura. Scaccio il pensiero e cerco di fare finta di niente.

All’attacco troviamo una cordata di due giovani ragazzi che ci precede, aspettiamo il turono e parte Andrea. Sembra tutto nella norma. Parto io sul tiro dopo, fingo disinvoltura ma mi è subito chiaro che o la via è davvero dura o io non sono a posto. Anche i due ragazzi hanno fatto fatica. Poi il tiro chiave. I passi non sono durissimi, sono però sempre difficili da capire, io mi rendo conto di non essere in gran forma, sono molto stanca e preoccupata per la giornata che mi aspetta domani al lavoro. Vabbè…. non è giornata, lasciamo perdere.
Con due doppie siamo alla base della parete, Andrea comprensivo e dispiaciuto per me mi abbraccia… insieme facciamo lo stesso pensiero. Abbiamo ancora tempo ma non per metterci su niente di particolare. Saliamo la Diretta al Banano, la classica della parete che nessuno dei due ha mai fatto: decisamente più facile, giusto per riempire la giornata senza andare a casa a mani vuote.
Detto fatto, l’attacco è a 50 metri dalla Bega.

Quando su una placchetta del primo tiro mi trovo a dover pensare come fare (5c) capisco che la scelta di scendere dalla Bega è stata saggia. Non mi divertivo, non avevo la testa. E ora la stangata mi pesa un pochino. Per orgoglio passo. Scaliamo in alternato la bella via, sarà anche facile, ma è davvero bella, mai noiosa o banale. Saliamo in alternato, ci divertiamo entrambi. Sui tiri finali, sono le prime ore del pomeriggio, ecco il solito vento puntuale (di solito arriva verso le 13) che si alza e mette voglia di finire la via. Gli ultimi tiri sono facili, non fosse per l’intrico di vie che si incrociano qui ci metterei anche meno a capire dove andare. Nei punti più critici di incrocio una placchetta indica la direzione.

Arrivati in cima non posso non pensare che questa via è anche sul carissimo “100 nuovi mattini”, ovviamente l’attrezzatura non era quella odierna, che con il Nuovo Mattino ha davvero poco a che spartire. Ma percorrere una via classica di una parete, che pochi decenni fa è stata sicuramente più significativa di ora in cui è “quella facile per giornate brevi o da approccio alla montagna” fa certamente piacere.