Il lancio mancato e il bicchiere mezzo pieno

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Ci sono settimane in cui non trovo nulla di interessante da scrivere riguardo quello che faccio, del resto scalo in falesia, sono una delle migliaia di persone che nel tempo libero vanno a divertirsi su 20-30 metri di roccia pre-attrezzata con infissi geotecnici, come direbbe Ivan Guerini.
Ma ci sono giorni, apparentemente uguali agli altri, in cui questi 20-30 metri acquisiscono un sapore particolare, più buono e più intenso rispetto ad altri giorni. Oggi è stato uno di questi, una di quelle giornate uguali ad altre vissute negli ultimi mesi, eppure chissà perchè, tornando in auto e guidando verso il negozio, ecco che ho sentito il bisogno di scrivere. Non ho neanche chiuso il tiro… eppure guido con una placida serenità per la bellissima mattina passata.

Ho due mattine libere a settimana, oltre la domenica. Negli ultimi mesi mi sono messa in contatto con Gio, amico di un amico, che lavora su turni e anche quando fa la notte, spesso rientra a casa per colazione e poi esce per arrampicare. Sono entrata nel giro… spesso ci sentiamo, a volte non può, ma quando può, Gio è una certezza. E siamo diventati ottimi compagni di cordata per queste fughe infrasettimanali.
Sono alla festa del Rockspot quando mi conferma la sua presenza per stamattina. Decido quindi di scalare poco alla festa e andarmene presto.
Mi sveglio con il sole che filtra dalla tapparella, la alzo e mi si para davanti una bella mattinata tersa e fresca. Andiamo in Valle dell’Oro, famosa per essere unta e brutta, io ci sono stata una sola volta con lui ma poi si era messo a piovere. Ai posti do sempre una seconda possibilità.

Siamo 4 oggi, e Gio vuole far provare ai suoi amici un tiro nuovo. Ci scaldiamo su un 6b, ma sto ancora mezzo dormendo e mi appendo al secondo spit, poi dritta fino in catena, con i muscoli che si sciolgono e si riscaldano presa dopo presa. Il tiro di riscaldo fa anche da caffè, visto che non sono riuscita a fermarmi per strada.
Non ho obiettivi precisi, qui per me è tutto nuovo, chiedo a Gio se mi sposta i rinvii sul 6c+ di fianco, che mi sembra bello.
Lo provo, al primo giro non capisco come passare poi me lo spiegano da sotto. Al secondo giro sbaglio il lancio in cima perchè non vedo un piede, al terzo purtroppo lanciando non riesco a tenere la presa. Ho mancato un lancio che potevo fare, segno la presa e miro al punto giusto, lo rifaccio e viene. Ma ormai è andata. Scalo nel frattempo altri due tiri.
Vedo Luca che prova il nuovo 7a+ e dalla prospettiva che si vede da dove sono sembra di essere in un posto fichissimo, non nella ex discarica che è considerata questa falesia. Si vede il Resegone, l’aria è limpida e fresca, l’unto proverbiale che accompagna la fama di questo posto non si sente nemmeno. E’ bello stare qui, mi piace come sto scalando e la tranquillità che ho, mi piace cercare equilibri, tenere tacche piccole, mi piace cercare il bello dell’arrampicata.
Sto bene.
So che devo andare in negozio, controllo l’ora, è la mia routine di quando scalo al mattino.
Alle 13.45 scendo dal tiro, metto via la roba, Gio scende con me, gli altri rimangono. Un caffè all’autogrill lungo la “Valassa” e ci salutiamo.

Arrivo in negozio, uno spuntino, mi lavo rapidamente e mi cambio, alle 15:30 puntuale sono nella solita routine lavorativa.

Niente di che, niente di grande, non ho chiuso niente, sportivamente non ho avuto nessun risultato… tanti tornerebbero a casa un po’ incazzati. Ma è la vita… penso alla fortuna che ho avuto a conoscere Gio, che mi permette di uscire dalla città anche in queste mattine libere, penso che ho un lavoro che mi impegna tanto ma che mi piace, che ho consolidato amicizie, che ho una vita e che è a volte dura per tutti, ma basta vedere il bicchiere mezzo pieno, essere meno egoisti, godere delle piccole cose. Non so perchè penso tutto questo oggi, ma cercherò di tenermelo stretto quando ci saranno momenti in cui mi sentirò triste.

2 pensieri su “Il lancio mancato e il bicchiere mezzo pieno

  1. Roberto

    Ho scoperto il tuo blog un po’ di tempo fa e lo leggo sempre volentieri. Adesso ho iniziato a leggere anche le cose vecchie e sono sempre carine! Mi fanno spesso sognare vie e cose che non ho mai fatto e che ormai non farò più, che gli anni e la tendinite avanzano :-). Scrivi benissimo, perché non scegli alcuni racconti e partecipi al blogcontest del sito “Altitudini”? Trovi tutti le indicazioni nella sezione dedicata? Data la qualità di scrittura penso che ne valga la pena. Complimenti ancora e buone salite!

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